Campagna nazionale contro povertà e disoccupazione

Le due associazioni di Don Ciotti, il Gruppo Abele e Libera, da sempre si contraddistinguono per la loro capacità di "sporcarsi le mani" non limitandosi a convegni e a proposizioni teoriche, ma muovendosi sul campo e portando allo scoperto le mistificazioni del potere. Lo studio del Gruppo Abele, presentato presso la sede di Libera Ivrea qualche giorno fa, si propone proprio di stroncare il perpetrarsi, da parte delle istituzioni, delle associazioni, dei cittadini di atteggiamenti finalizzati a sviare il problema, facendo finta che non esista o che si tratti di fenomeni marginali.



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Miseria Ladra

Dieci punti molto concreti da "aggredire" per dare vita ad un processo di riequilibrio economico e sociale. Se 1/3 della popolazione italiana si trova in una fascia di povertà, o lì vicino, forse è arrivato il tempo che alle parole, spesso vuote ed ipocrite delle istituzioni, si sostituisca un'azione concreta capace, come dice Don Ciotti, di "graffiare la verità", di uscire dalle strategie di infima politica, parolaia e inconsistente, alle quali purtroppo ci siamo abituati.



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Predicare bene e razzolare male

La sottoscrizione della Carta di Pisa da parte del Consiglio Comunale di Ivrea sta diventando una farsa. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che questa Carta, elaborata dall'associazione Avviso Pubblico, contiene una serie di impegni, aggiuntivi o integrativi a quelli di legge, che i singoli amministratori pubblici o interi organi istituzionali, si assumono nell'espletamento della loro funzione pubblica. Si legge infatti nelle disposizioni preliminari: "I principi e le disposizioni del presente Codice etico costituiscono specificazioni degli obblighi generali di diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità che qualificano l'esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli amministratori".

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Carta di Pisa 1 - Il Firmamento

Nel maggio 2013, durante la campagna elettorale per il rinnovo dell'Amministrazione eporediese, l'associazione "Libera" ha organizzato un confronto tra gli aspiranti Sindaci sul tema della legalità. In quella sede il Primo Cittadino in carica, poi riconfermato ad ampia maggioranza, ha lasciato intendere che la sua Amministrazione avesse già aderito ad Avviso Pubblico e alla Carta di Pisa, che è un codice etico finalizzato a promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli Enti Locali.

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Carta di Pisa 2 - Origami

Nel dicembre 2013, a sei mesi dal proprio insediamento, l'Amministrazione eporediese non ha ancora fatto propria la Carta di Pisa, anzi, in qualche caso ha assunto provvedimenti che sono in contrasto con le disposizioni da essa previste. Il Consigliere Comotto, detto Tarzan per il suo portamento da ex-atleta, preso atto della situazione e temendo che alle dotte citazioni di campagna elettorale seguano semplici azioni da Cita, promuove una mozione in cui chiede, esplicitamente, la sottoscrizione della Carta di Pisa da parte del Consiglio Comunale.

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Adesione alla Carta di Pisa

  • Pubblicato in Mozioni

Mozione con cui si "impegna il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali a sottoscrivere, già durante la presente seduta e con il testo originario allegato alla presente, la Carta di Pisa e di estenderne la sottoscrizione a tutte le persone che rivestono o rivestiranno incarichi pubblici comprese quelle nominate all'interno di commissioni, fondazioni, enti partecipati o pubblici in genere".

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Carta di Pisa e legalità

Di questo argomento abbiamo già parlato, ma, alla luce delle ultime vicende, è il caso di aggiornare lo stato di avanzamento del suo iter di approvazione in Consiglio Comunale. Trattandosi poi di una carta etica per amministratori, basata sul rispetto della legalità, come direbbero gli antichi romani: reperita iuvant. In piena campagna elettorale, in un incontro pubblico organizzato dall'Associazione Libera Ivrea, i candidati Sindaco sono stati invitati ad esprimersi sul tema della legalità e a fine serata è stato loro chiesto di sottoscrivere una piattaforma, definita L4, firmando la quale si sarebbero impegnati a mettere in atto, quanto prima, alcuni passaggi formali in tema di contrasto e prevenzione dell'illegalità tra i quali l'approvazione della Carta di Pisa. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che questa carta, ideata da Libera e dall'associazione Avviso Pubblico, contiene una serie di impegni, aggiuntivi a quelli di legge, che i singoli amministratori pubblici o interi organi istituzionali, si assumono nell'espletare con trasparenza la loro funzione pubblica.

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Ivrea e Carta di Pisa - dal Coordinamento Ivrea e Canavese di LIBERA

  • Pubblicato in News

Riceviamo e volentieri diffondiamo: Il Coordinamento di Libera di Ivrea e Canavese esprime la propria perplessità e preoccupazione rispetto al protrarsi del rinvio ad aderire alla Carta di Pisa, carta etica di Avviso Pubblico, da parte della Amministrazione del Comune di Ivrea. Libera si propone di fungere da stimolo rispetto ai partiti politici nei confronti delle tematiche di promozione della legalità e contrasto alla corruzione , entro un rapporto di trasparenza e di collaborazione con la cittadinanza, e aveva chiesto e ottenuto durante la campagna elettorale l'impegno ad aderire alla " Carta di Pisa" da parte di tutte le forze politiche che concorrevano all'amministrazione della città.

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Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

  • Pubblicato in News

Ieri sera si è svolto in Sala Dorata l'incontro sul tema della corruzione nelle Pubbliche Amministrazioni e sulla Carta di Pisa organizzato da Libera ed assunto dal Comune come momento di approfondimento richiesto in vista di una prossima (e promessa) adesione alla Carta. Il prof. Vannucci ci ha intrattenuti con un'ora e tre quarti di relazione tanto densa e profonda nei contenuti quanto simpatica e leggera nell'esposizione. Peccato che i presenti fossero solo una ventina: alcuni sindaci e rappresentanti di Comuni vicini, attivisti di Libera, noi di Viviamo Ivrea. Grande assente l'amministrazione eporediese: presenti solo Enrico Capirone, Augusto Vino cui è toccato il compito degli onori di casa, ed Erna Restivo. Non c'era il Sindaco, e neppure Dulla, il consigliere che a novembre portò in Consiglio le motivazioni della maggioranza a favore del no.

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