Nulla di nuovo sotto il sole

 L’ultimo Consiglio Comunale di fine novembre ha ribadito, se mai ce ne fosse ancora il bisogno, l’immobilità e l’indifferenza dell’attuale esecutivo e della maggioranza che lo sostiene nei confronti dei problemi reali della città e dei cittadini. L’ennesima variazione di bilancio è servita, come da italica abitudine, a spostare cifre da un capitolo di spesa all’altro senza un disegno organico con la giustificazione che in taluni casi, anche se non si sa con quale criterio di scelta, le cifre impegnate sono state aumentate. Va da sè che in una variazione di bilancio, che ovviamente deve chiudere in pareggio, se qualche voce ha avuto degli incrementi di stanziamento ciò è dovuto alla diminuzione di altri capitoli e quasi mai all’incremento di contributi da enti superiori. Come per dire che se qualcuno sta un po’ meglio c’è qualcuno che sta peggio. Ciò che stupisce, ma che purtroppo ormai va dato per scontato, almeno per quanto riguarda l’attuale amministrazione, è che i numeri non sono mai supportati da spiegazioni, dibattiti, chiarimenti nei confronti dei consiglieri comunali alla ricerca di un’auspicabile condivisione tra Giunta e Consiglio e tra maggioranza e minoranza.

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L'unica cosa certa è il dubbio

Nell’editoriale di due settimane fa abbiamo messo in evidenza alcune falle nell’impianto contabile del bilancio 2017, approvato il 31 marzo con i soli voti della maggioranza, puntando la nostra attenzione soprattutto al Piano triennale degli investimenti. Come abbiamo spiegato, numeri alla mano, si tratta di una sorta di libro dei sogni non avvalorato da entrate certe e gran parte delle quali derivanti dall’accensione di mutui nonostante per anni, compreso quest’ultimo, abbiamo dovuto sorbirci la tiritera che il nostro bilancio è talmente sano che non serve ricorrere all’indebitamento. Anche sulla spesa corrente si trovano numeri che fanno riflettere e ne indichiamo due che ci sembrano significativi. Nella voce entrate del Museo civico Garda troviamo incassi per 3.500 euro mentre per quanto riguarda la spesa, non facilmente quantificabile in quanto non siamo in possesso di dati aggregati per “centri di costo”, si dovrebbe aggirare intorno ai 300.000 euro. In tempi di ristrettezze economiche e di continui richiami alla sostenibilità finanziaria degli investimenti ci paiono numeri sui quali forse varrebbe la pena fare qualche riflessione.

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Idee poche, e confuse

L’ultimo bilancio approvato dall’Amministrazione eporediese, senza i voti dell’intera minoranza, ha dimostrato per l’ennesima volta di come l’attuale governo cittadino agisca in maniera estemporanea, senza una visione complessiva dei problemi della città. La mancanza di idee sistemiche, basate su una programmazione capace di rispondere ai problemi ed alle necessità reali dei cittadini, contraddistingue purtroppo anche l’ultimo documento contabile. Se la primavera si vede dal mattino in questo caso siamo già partiti male essendo stati portati in approvazione al Consiglio Comunale solo il primo giugno, con oltre un mese di ritardo dalla già prorogata data del 30 aprile, il Bilancio preventivo 2016 e il Documento Unico di Programmazione (DUP). Tenendo conto che fino alla data dell’approvazione del nuovo bilancio si deve lavorare con una gestione provvisoria questo inaudito ritardo la dice lunga sulla situazione di incertezza che aleggia dalle parti del Municipio. Il bello, si fa per dire, di questa storia è che il Sindaco nella sua presentazione a pag.1 del DUP scrive: «Con questo documento, che è il più importante strumento di pianificazione annuale dell’attività dell’ente, l’ente pone le principali basi della programmazione e detta, all’inizio di ogni esercizio le linee strategiche della propria azione di governo».

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Tiriamo a campare

Superato da qualche mese il giro di boa del mandato dell'attuale Amministrazione Comunale ogni occasione è buona per appurare di quanto l'interesse di questo esecutivo per i bisogni della città e dei cittadini sia ai minimi termini. Fin dal giorno dell'insediamento, e con le nomine della giunta, è iniziata la guerra fredda, tutta interna al PD, tra il Sindaco della Pepa e la Presidente del Consiglio Comunale Ballurio. Niente di nuovo se confrontato con la conflittualità interna a livello nazionale dove anche lì le fazioni sono insanabilmente divise in pro o contro Renzi. Sinceramente questo teatrino ci interessa ben poco se non fosse che a risentirne è l'inazione dell'intera Amministrazione che inevitabilmente si riflette, negativamente, sulla città. Sarebbe forse il caso che le beghe interne se le risolvessero all'interno del partito concentrandosi piuttosto, in Municipio, sull'elaborazione di politiche pubbliche (manutenzione, lavoro, servizi, istruzione, cultura, turismo, urbanistica, viabilità, giovani e anziani, ecc.) a medio e lungo termine, delle quali non si vede l'ombra nonostante i roboanti proclami lanciati in campagna elettorale. Senza una visione di futuro e senza uno straccio di programmazione non si può far altro che navigare a vista limitandosi ad affrontare, o meglio tamponare, le emergenze, o le proteste, che ogni tanto si presentano. Venendo al qui e ora facciamo l'esempio del bilancio preventivo 2016, questo sconosciuto. Un Dec.Min. del 1 marzo lo prorogava inderogabilmente al 30 aprile scorso. Ad oggi (7 maggio) i consiglieri non hanno nessuna notizia del documento contabile e non sanno nulla sui contenuti se non per alcune enfatiche esternazioni dell'esecutivo lette sui giornali che, ovviamente, senza avere a disposizione i numeri reali non sono verificabili. Per quanto abbiamo letto riguardo presunti risparmi per i cittadini di 250.000 euro ricordiamo solo che, se non derivano da tagli della spesa pubblica (e non pare sia così), si tratta solo dello spostamento di oneri fiscali da una categoria di cittadini ad un'altra. Ma alla fine paga sempre … Pantalone.

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Il tempo della verità

Stiamo parlando di questioni evidenti e di numeri inconfutabili che dovrebbero sollevare l'indignazione di chi onestamente paga tasse sempre più elevate in cambio di servizi sempre più scadenti ed invece ci troviamo immersi in un mare di indifferenza spesso e volentieri sapientemente pilotata, tramite i media, dalla maggioranza di turno. Indignazione che dovrebbe colpire per primi gli amministratori, i consiglieri comunali al di là degli schieramenti e dei partiti di provenienza e invece nulla, calma piatta. Mai una discussione nel merito, mai un dubbio, mai una presa di posizione. Ogni tanto qualche manfrina, qualche finta schermaglia per dare a vedere che nel partito unico si discute, ci si confronta dopodichè tutto torna nell'alveo tranquillo di una maggioranza bulgara.
Noi non ci stiamo e fino a che avremo voce manifesteremo civilmente il nostro dissenso e se anche riusciremo ad ottenere poco o nulla di una cosa siamo certi: che la sera ci addormentiamo con la coscienza a posto.

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Intervento del Consigliere Comotto al Consiglio Comunale del 14 luglio 2015 sul Bilancio Preventivo

Prove di pensiero unico. Il bilancio previsionale 2015 della Città di Ivrea, approvato il 14 luglio, è preoccupante. Di seguito il testo dell'intervento del consigliere Francesco Comotto in Consiglio Comunale. E' un documento di 5 pagine, fitte di dati e osservazioni a cui non solo non è stata data risposta, ma su cui è stato negato il dibattito, con il tacito consenso del Presidente del Consiglio Elisabetta Ballurio.

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Bilancio copia e incolla

«Nei tempi dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario». Forse sarebbe più utile una maggior sobrietà anche nelle dichiarazioni perchè i numeri possono essere impietosi ed ecco che troviamo nel bilancio 2015 nessun euro per la messa in sicurezza dell'archivio della biblioteca e sono spariti pure i fondi per la biblioteca stessa salvo un fondo di 100.000 euro in competenza (quindi non disponibile con certezza) nel 2017. Meglio non va per il castello delle rosse torri per il quale nel piano triennale non è stato impegnato nemmeno un misero euro...

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La coperta corta

Martedì 14 luglio è stato finalmente convocato il Consiglio Comunale per l'approvazione del bilancio preventivo 2015. Siamo al terzo bilancio dall'inizio del mandato e per la terza volta, come se ad Ivrea tutto fosse immutabile, dobbiamo evidenziare una serie di criticità legate soprattutto ad un processo decisionale calato dall'alto e senza il minimo coinvolgimento dei consiglieri comunali e men che meno dei cittadini.

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Bilancio Partecipato

  • Pubblicato in Mozioni

Ribadita la necessità di coinvolgere, in maniera attiva e fattiva la popolazione nelle scelte amministrative come peraltro più volte promesso dall'assessore competente. il Consiglio Comunale impegna il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali a creare, entro 60 giorni, un Gruppo di Lavoro Operativo con il compito di stilare il Regolamento del Bilancio partecipativo, che dovrà essere portato in approvazione al Consiglio comunale entro il 31 marzo 2015.

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Numeri

Due settimane fa abbiamo fatto qualche accenno a come il bilancio eporediese, approvato dalla sola maggioranza, sia stato, come al solito calato dall'alto senza alcun processo partecipativo. Ora proviamo a scendere un po' nel dettaglio, cercando di dare qualche numero correlandolo con quanto sostenuto dall'assessorato nell'enfatico comunicato stampa emesso il primo agosto a poche ore dalla sua approvazione in Consiglio Comunale.



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