Manutenzione e cura della città: non pervenute

Le uniche abitudini che non è riuscita a cambiare la crisi economica, che da qualche hanno sta stravolgendo la nostra vita quotidiana, paiono essere quelle dei partiti. La nostra convinzione è che da qualche parte bisogna partire rompendo schemi ormai anacronistici e quindi perché non iniziare da Ivrea? Negli ultimi tempi ad esempio sono balzate agli onori della cronaca alcune questioni riguardanti la manutenzione del patrimonio pubblico. Molto bene, anche se ci teniamo a rimarcare che gli stessi problemi ora evidenziati sono stati oggetto, molti mesi fa, di altrettante interpellanze o mozioni da noi portate in Consiglio Comunale e rimaste quasi sempre lettera morta seppur, nel caso delle mozioni, approvate all'unanimità.

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La coperta corta

Martedì 14 luglio è stato finalmente convocato il Consiglio Comunale per l'approvazione del bilancio preventivo 2015. Siamo al terzo bilancio dall'inizio del mandato e per la terza volta, come se ad Ivrea tutto fosse immutabile, dobbiamo evidenziare una serie di criticità legate soprattutto ad un processo decisionale calato dall'alto e senza il minimo coinvolgimento dei consiglieri comunali e men che meno dei cittadini.

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La polvere sotto il tappeto

Più volte sono stati richiesti i documenti necessari per fare un quadro oggettivo della situazione, ma il materiale spesso e volentieri non arriva o arriva in ritardo o in modo parziale. Nell'ultima commissione ci sono state consegnate, tra l'altro, alcune tabelle sulle quali era riportata la situazione inerente la sicurezza degli edifici. Da queste tabelle si evince che mancano diversi documenti/certificazioni necessari affinché un edificio possa essere utilizzato. Preoccupati della questione tre consiglieri, due dei quali di minoranza e uno di maggioranza, hanno redatto una lettera per informare il Sindaco, la Presidente del Consiglio e la Giunta Comunale della grave situazione appresa in Commissione.

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Sicurezza Scuole e Patrimonio Edilizio Pubblico

A semplice titolo di esempio abbiamo appreso che delle 18 scuole/asili di proprietà comunale: - 3 risulterebbero sprovviste di certificato di agibilità; - a 7 manca il certificato di prevenzione incendi e per 6 di queste sembrerebbe non esistere nemmeno la relativa domanda; - in 12 scuole non è presente la denuncia di messa a terra dell'impianto elettrico e in 7 non esistono certificati di prova di tale impianto; - mancano 7 certificazioni dell'impianto termico, 2 certificazioni dell'impìanto elettrico e 12 certificazioni dell'impianto idrico-sanitario...

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I nodi e il pettine

Se però accade, come sta accadendo per il CIC, che il maggior responsabile a livello politico (il sindaco) non si presenti alla conferenza dei capigruppo nella quale si sarebbe dovuto discutere proprio di questo tema e non provi nemmeno ad abbozzare una strategia di uscita da condividere con i consiglieri comunali servirà fare qualche riflessione. Oppure se accade che l'assessore alle manutenzioni non partecipi alla riunione sull'amianto con i dipendenti e i sindacati, convocata dai lavoratori per la tutela della loro salute, e non potendo giustificare l'inefficienza della sua azione tenti di scaricare le colpe ai funzionari ci troviamo davanti a segnali inquietanti sulla tenuta del dibattito democratico. In città c'è come l'impressione che, anche se l'estate è ancora lontana, i prossimi saranno mesi caldi.

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Priorità negate

La nostra proposta, oltre un necessario quanto improcrastinabile cambio di marcia, è quella di mettere in agenda la re-internalizzazione del servizio manutentivo facendo crescere al proprio interno un'equipe di persone capaci, competenti e che amano la propria città prendendosene cura.
Tra qualche tempo, speriamo non nuovamente in autunno inoltrato, bisognerà parlare di bilancio ed allora vedremo quanto si deciderà di investire su manutenzioni e sicurezza e chissà che prima o poi potremo anche vedere un piano pluriennale di interventi grazie al quale rimettere a nuovo, seppur poco alla volta, tutti gli stabili del Comune. In natura dopo l'inverno arriva sempre la primavera ...

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Impianti sportivi senza futuro

Nell'ultimo Consiglio Comunale del 22 dicembre 2014 è stata presentata da Viviamo Ivrea un'interpellanza che sottolineava il deterioramento della pista di atletica e le pessime condizioni del campo da gioco e rimarcava l'impossibilità di svolgere manifestazioni sportive ufficiali a causa della mancanza di servizi igienici per il pubblico e dell'inadeguatezza degli spogliatoi, che richiederebbero un ampliamento e una notevole ristrutturazione e riqualificazione.

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Tanto tuonò che piovve

Fino a qualche anno fa la Città di Ivrea era dotata di un settore manutentivo interno nel quale chi ci lavorava conosceva ogni mattone ed ogni bullone di quella che considerava la sua seconda casa. Poi è arrivato il vento della new-economy e della politica allegra e "leggera" e invece di formare nuovi addetti alla manutenzione, responsabili e appassionati del proprio lavoro, si è deciso di smembrare un servizio funzionante, con decenni di esperienza e conoscenza acquisite sul campo, per affidare tutta la manutenzione ad un privato esterno con un contratto di global service (chissà mai perché bisogna utilizzare termini inglesi spesso fuorvianti). Sono ormai passati alcuni anni da questa scelta che noi reputi

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Rimarranno le macerie

Gli archeologi ritrovano scavando, secoli e secoli dopo la loro scomparsa, i segni materiali delle civiltà che si sono succedute nel tempo. Chissà cosa ritroveranno gli archeologi del futuro dell'attuale civiltà dei consumi, degli sprechi e delle grandi opere fra qualche centinaio di anni? Probabilmente, relativamente al patrimonio pubblico, riporteranno alla luce ammassi di macerie derivanti da costruzioni, spesso inutili, sovradimensionate, inadeguate all'uso, mal costruite, realizzate in aree improprie, inquinanti e via discorrendo.

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