L'unica cosa certa è il dubbio

L'unica cosa certa è il dubbio

Nell’editoriale di due settimane fa abbiamo messo in evidenza alcune falle nell’impianto contabile del bilancio 2017, approvato il 31 marzo con i soli voti della maggioranza, puntando la nostra attenzione soprattutto al Piano triennale degli investimenti.
Come abbiamo spiegato, numeri alla mano, si tratta di una sorta di libro dei sogni non avvalorato da entrate certe e gran parte delle quali derivanti dall’accensione di mutui nonostante per anni, compreso quest’ultimo, abbiamo dovuto sorbirci la tiritera che il nostro bilancio è talmente sano che non serve ricorrere all’indebitamento.
Anche sulla spesa corrente si trovano numeri che fanno riflettere e ne indichiamo due che ci sembrano significativi. Nella voce entrate del Museo civico Garda troviamo incassi per 3.500 euro mentre per quanto riguarda la spesa, non facilmente quantificabile in quanto non siamo in possesso di dati aggregati per “centri di costo”, si dovrebbe aggirare intorno ai 300.000 euro. In tempi di ristrettezze economiche e di continui richiami alla sostenibilità finanziaria degli investimenti ci paiono numeri sui quali forse varrebbe la pena fare qualche riflessione.
L’altro dato che evidenziamo tutti gli anni, ma per il quale non si fa nulla è il canone versato da Ivrea parcheggi al Comune (proprietario dell’85%) che è pari a 328.500 euro; sempre lo stesso in base a una convenzione datata e quando gli incassi erano di molto inferiori. Tale cifra andrebbe quantomeno attualizzata ed indicizzata in base all’andamento del bilancio dell’ente partecipato. Anche alla luce di ciò non sarebbe il caso di affrontare l’ipotesi di una ripresa in carico del servizio da parte del Comune con propri dipendenti senza foraggiare opinabili sovrastrutture?
Tornando agli investimenti una veloce comparazione dei piani triennali succedutisi negli anni e la constatazione di quanto effettivamente realizzato fa chiaramente capire che questa Amministrazione non ha mai avuto, fin da inizio mandato, una visione complessiva ed organica della situazione. Delle promesse contenute nel programma elettorale quasi nessuna è stata mantenuta e alcune opere di fondamentale importanza come la Piscina Comunale, che versa da tempo in una situazione di degrado allarmante, non sono più nemmeno presenti negli investimenti dei prossimi tre anni.
Tra le opere pubbliche di cui si conoscono da tempo evidenti criticità troviamo l’Asilo Nido Olivetti che può assumere una valenza paradigmatica riguardo la confusione e l’incertezza che aleggiano intorno agli investimenti ipotizzati dall’attuale Amministrazione.
Da anni si conoscono i problemi di varia natura che caratterizzano questo storico edificio tant’è che: nel 2009 si è proceduto al rifacimento integrale dell’impermeabilizzazione della copertura, nel 2011 e 2012 si è intervenuti con la sostituzione dei pavimenti contenenti amianto e la compartimentazione dei locali interrati, nel 2013 è stato effettuato un intervento, temporaneo, di messa in sicurezza delle lastre in pietra presenti in facciata.
Tutti interventi tampone che non tenevano conto della più che probabile necessità di intervenire in maniera più radicale sull’intero edificio quanto prima. Così si sono spese ingenti cifre per lavori che ora andranno completamente rivisti e, probabilmente, rifatti come ci dice l’ultimo Studio di Fattibilità approvato pochi giorni fa dalla Giunta.
Giunta che peraltro conosceva bene il problema tanto che nel 2015 incaricò l’Ufficio Tecnico Comunale di effettuare una valutazione dei costi per un intervento di restauro e risanamento conservativo. Tale dettagliato studio, datato marzo 2015, riportava un costo complessivo pari a 1,7 milioni di euro che saliva, secondo le dichiarazioni del Sindaco, lette su un giornale locale il 10 marzo scorso, a circa 3 milioni per poi apprendere in un’apposita Commissione Assetto del Territorio, da noi richiesta e svoltasi qualche giorno fa, che ora siamo arrivati, appena un mese dopo, a oltre 5 milioni di euro.
La mancanza di pianificazione di un intervento sollecitato da molti da tempo, generata dalla politica dello struzzo tenendo la testa sotto la sabbia per non vedere la cruda realtà, ci ha portati in una situazione paradossale per la quale nel recente bilancio approvato sono stati destinati nel triennio solamente 1.762.500 euro dei quali 1.612.500 derivanti dall’accensione di un mutuo. Ne mancano all’appello solamente 3,5 di milioni che non sono proprio noccioline.
Il problema più grave è, come detto in precedenza, che questo è solo uno dei temi caldi sui quali in questi anni di mandato a trazione PD non si è voluto aprire un dibattito serio, trasversale, realistico, partecipato che avrebbe consentito alla Città di avere oggi in mano uno o due progetti forti e condivisi dai cittadini sui quali puntare per i prossimi anni. Si è preferito dire che tutto va bene e che i prossimi anni saranno tutto un fiorire di cantieri per opere che non si bene come si potranno finanziare. Capita spesso che a forza di raccontare una frottola si finisce per crederci tanto che, ritornando sul tema dell’asilo, abbiamo letto su un quotidiano nazionale l’8 aprile scorso che i lavori inizieranno addirittura a luglio! Chissà chi ha dato questa notizia al giornalista se le uniche cose certe oggi sono che: servono 5 milioni di euro che non si sa dove andare a prendere e non è stato ancora nemmeno pubblicato il bando per la progettazione definitiva ed esecutiva.
In fondo anche il grande drammaturgo tedesco Bertolt Brecht sosteneva che: “l’unica cosa certa è il dubbio” per cui possiamo… stare sereni.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 11 aprile 2017

 

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