progetto per Ivrea

Meglio tardi che mai... ma non basta

Meglio tardi che mai... ma non basta

In questo turbolento, quanto deludente, finale di mandato amministrativo può anche capitare che accada qualcosa di positivo. Nella scorsa settimana siamo infatti venuti a conoscenza di due iniziative intraprese dall’esecutivo che danno finalmente riposta, anche se parziale, a istanze da noi poste a gran voce nel tempo.
Chi ha avuto la pazienza e l’interesse di seguire la nostra attività in Consiglio Comunale in questi cinque anni saprà che, seppur dai banchi della minoranza, non ci siamo mai limitati alla mera critica, ma abbiamo sempre cercato di proporre idee, soluzioni, proposte alternative. Purtroppo quasi mai, per partito preso, siamo stati ascoltati, ma i casi di cui parliamo oggi sono la dimostrazione che la perseveranza e la determinazione a volte possono portare a risultati insperati.
La prima questione che trattiamo è quella della costituzione di una Consulta di professionisti finalizzata ad affiancare gli urbanisti incaricati per la redazione della Variante generale al Piano Regolatore. Fin da inizio mandato abbiamo espresso la necessità di mettere mano ad uno strumento urbanistico nato già vecchio, nel 2006, e basato su previsioni demografiche e di espansione della città non realistiche. Il Sindaco si è sempre detto contrario, anche pubblicamente, a considerare questa richiesta ritenendo che non ce ne fosse la necessità. Non è dato sapere cosa sia successo, ma nel corso del 2017 il vento pare essere cambiato e l’esecutivo ha pubblicato un bando, che ha recepito alcune nostre richieste soprattutto riguardo la partecipazione, e successivamente ha conferito l’incarico per la redazione della Variante al PRG. Sarà stata l’aria delle elezioni in arrivo? Sia come sia l’importante è che si siano dati una mossa. L’incarico è stato vinto da uno studio milanese, che fa capo all’arch. Boeri, che nei mesi scorsi ha cominciato a prendere conoscenza della situazione eporediese. Fin dai primi passi abbiamo chiesto più volte, sia con emendamenti al bilancio che con mozioni, insieme al consigliere Tognoli, che venisse istituita una Consulta di professionisti locali che potesse aiutare, grazie alla conoscenza specifica del territorio, gli urbanisti incaricati provenienti da una realtà urbana, quella lombarda, piuttosto diversa dalla nostra. Non è stato facile perché ogni volta che si intavolava la discussione nelle sedi istituzionali uscivano sempre cavilli e difficoltà burocratiche, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e nel Consiglio Comunale del 22 dicembre scorso con la delibera n°86 è stato approvato il Regolamento che istituisce di fatto questo organo consultivo che sarà composto da 3 architetti, 2 ingegneri, 2 geologi, 2 geometri, 1 avvocato e 1 perito agrario.
In questi giorni è stato pubblicato sull’Albo Pretorio online del Comune (si può trovare il link corrispondente sulla nostra pagina fb: Viviamo Ivrea o sul nostro sito internet: www.viviamoivrea.it). Ora bisogna spargere la voce per non rischiare che uno strumento di partecipazione, che può agire al di fuori delle dinamiche di partito, mai istituito finora non venga utilizzato.
Il secondo elemento di soddisfazione che, seppur parzialmente, dà seguito a una nostra battaglia in nome della sicurezza e della salute dei cittadini, è stata la consegna all’Amministrazione, da parte dello studio incaricato, di un corposo documento per il censimento dell’eventuale presenza di amianto negli edifici pubblici, scuole comprese, anche se mancano ancora gli impianti sportivi.
Finalmente con questo elaborato ora si sa in quali edifici c’è la presenza di amianto, in quali bisogna ancora approfondire le verifiche e quale sia il grado di rischio degli utenti in base al tipo di fruizione. Tale strumento dovrebbe consentire all’Amministrazione di individuare una serie di interventi in base a una scala di priorità in modo tale da poter mettere a bilancio le risorse necessarie per poter agire con sollecitudine.
A dirla tutta noi chiediamo da tempo un censimento di tutto il patrimonio immobiliare pubblico che comprenda, oltre il rischio amianto, la redazione, per ogni edificio/impianto pubblico, un “libretto di manutenzione e rischio” nel quale annotare tutte le criticità inerenti la sicurezza e la messa a norma dei singoli immobili.
Quindi, anche se tardivamente, le battaglie giuste possono portare a risultati concreti che, anche se non completi o perfetti, almeno sono stati avviati. Purtroppo va anche detto che a fronte di qualche risultato positivo rimangono aperte numerose istanze alcune delle quali riguardano la sicurezza e il benessere dei cittadini e queste ci lasciano molto amaro in bocca alla luce delle ripetute segnalazioni e sollecitazioni da noi messe in campo nelle sedi istituzionali nel corso degli anni. Tanto per fare un paio di esempi siamo infatti ancora incredibilmente in attesa del Certificato Prevenzione Incendi della Biblioteca e di qualche iniziativa finalizzata a mitigare l’elevato tasso di inquinamento atmosferico (con 45 giorni di sforamento dei PM10 all’anno mentre la soglia è 35!), ma vogliamo provare a guardare il bicchiere mezzo pieno.
L’esperienza acquisita in questi cinque anni di mandato ci consente oggi di affermare che amministrare con nuove modalità, alternative a quelle alle quali siamo abituati, e con una maggior partecipazione dei cittadini è una strada percorribile e sarà quella che noi metteremo in atto nel caso toccasse a noi far uscire la città dalla fase di stallo e di declino nella quale si trova intrappolata grazie alla disattenzione e al disinteresse per il bene comune ed i bisogni dei cittadini messo in campo dal governo monocolore degli ultimi decenni.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 6 febbraio 2018

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