Volare basso

Volare basso

Partiamo da una notizia positiva e cioè che la mozione dal titolo: “La biblioteca civica è sicura?” è stata approvata all’unanimità nel Consiglio Comunale dello scorso 27 settembre. Purtroppo le buone notizie finiscono qui per almeno due motivi: il primo è che, nonostante sia stata approvata, molto probabilmente rimarrà inattuata come decine di altre che l’hanno preceduta e il secondo è che, avvicinandosi la prossima campagna elettorale, il già scadente dibattito consiliare subirà un’ulteriore caduta verso il basso e nell’ultima seduta ne abbiamo avuta una chiara dimostrazione.
I lettori sapranno che una mozione è un atto formale con il quale il Consiglio Comunale chiede a Sindaco e Giunta, e cioè al potere esecutivo cittadino, di impegnarsi per la risoluzione di un problema, per vigilare su una situazione critica o per compiere un qualunque atto di loro competenza.
La mozione approvata giaceva in qualche cassetto dal 17 luglio scorso, ma nonostante la gravità dell’argomento è stata discussa solo la settimana scorsa e chiedeva a Sindaco e giunta di intervenire urgentemente riguardo la messa in sicurezza della Biblioteca civica che abbiamo scoperto essere sprovvista del Certificato di Prevenzione Incendi. Non serve essere esperti del settore per capire che una tale destinazione d’uso possiede un elevato carico di incendio con relativi rischi conseguenti. Ora ammesso che qualcosa si sia mosso, dal punto di vista dell’affidamento ad un professionista per la redazione dei necessari elaborati, sarebbe probabilmente il caso, come richiesto dalla mozione, di essere chiari sulla reale situazione di rischio prendendo i necessari provvedimenti, che si presumono temporanei, in attesa della realizzazione dei lavori di messa in sicurezza. Bisogna infatti tenere conto che non basta presentare il Certificato Prevenzione Incendi ai Vigili del Fuoco, ma effettuare tutti i lavori necessari, da questo stabiliti, per la messa a norma della struttura.
Questo nell’immediato; però non andrebbe nemmeno tralasciata la seconda richiesta della mozione nei confronti dell’esecutivo che è una questione che si trascina da anni e sulla quale ci siamo molto battuti e cioè: “dare seguito quanto prima al completamento, aggiornamento e verifica della conformità complessiva degli edifici pubblici e la formazione di un archivio dei medesimi così come indicato all’interno del DUP (Documento Unico di Programmazione) 2016-2018 e 2017-2019” a seguito di nostri emendamenti al Bilancio, evidentemente approvati dal Consiglio Comunale.
Per quanto riguarda la biblioteca, poi, i lavori di manutenzione necessari non si limitano certo a quelli relativi alla prevenzioni incendi; un esempio su tutti è il montacarichi di servizio bloccato da mesi e solo da qualche settimana rimesso in funzione con buona pace di chi in tutto questo tempo ha dovuto trasportare su e giù per le scale chili e chili di libri.
Purtroppo la partita della manutenzione degli stabili comunali, iniziata subito dopo l’insediamento, non è stata praticamente giocata dall’attuale amministrazione e rimangono aperti molti fronti sui quali il degrado e l’incuria stanno facendo la loro parte. Tanto per citare qualche esempio la Serra, nonostante il piano di candidatura Unesco sulle architetture olivettiane, la piscina, la stessa biblioteca, l’asilo nido, del quale non sa più nulla, la fantomatica arena di S.Savino ritornata in pochi mesi una selva inestricabile e via discorrendo.
Nelle stessa seduta del Consiglio Comunale, per rimanere in tema, è stata trattata un’interpellanza nostra e del consigliere Tognoli, che riguarda i lavori di manutenzione del ponte XXV aprile. Da lungo tempo sono pervenute, anche attraverso i cittadini e i media, segnalazioni di scarsa manutenzione e degrado anche strutturale del cosiddetto terzo ponte generando una certa preoccupazione sull’idoneità statica dello stesso soprattutto da chi vi transita spesso. Dopo mesi di rimpalli è stato affidato un primo incarico per un intervento di 50.000 euro quando si ipotizza che l’intero ammontare dei lavori si dovrebbe aggirare sui 2 mln di euro (siamo al 2,5%). In risposta all’interpellanza l’assessore competente ha detto che la cifra ipotizzata di 2,1 mln di euro, tutta da verificare, verrà spalmata in tre anni. Viene quindi da chiedersi quando questi lavori inizieranno e, soprattutto, quando finiranno. Abbiamo chiesto all’assessore se nell’anno in corso si sarebbe finanziata almeno una prima tranche e la risposta è stata negativa quindi se l’investimento verrà spalmato su tre anni e il primo sarà nel 2018 vuol dire che si chiuderà non prima del 2020.
Tutto quanto sopra ci ha portato e ci porta a fare un ragionamento molto semplice relativo agli investimenti in città nei prossimi anni. A forza di lasciare questioni irrisolte chiunque dovrà governare la città si troverà un’eredità per niente invidiabile e non potrà far altro che affrontare, una dopo l’altra, le emergenze causate da anni di immobilismo. In attesa di finanziamento ci sono infatti i 2,1 mln del terzo ponte, dietro l’angolo ci sono gli oltre 5 mln dell’asilo nido, ci si è impegnati a suon di milioni a restaurare il castello regalatoci dal demanio, la piscina cade a pezzi e qualche altra cosuccia, diciamo così. Tutti interventi che molto probabilmente basteranno a drenare le risorse disponibili nel prossimo quinquennio … altro che volare alto.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 26 settembre 2017

 

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