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Lunedì, 20 Gennaio 2020 20:46

La città di domani

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L’urbanistica è un elemento di pianificazione territoriale indispensabile che dispiega le proprie linee di indirizzo attraverso il Piano Regolatore che è, di fatto, lo strumento politico più potente che un’Amministrazione ha nelle proprie mani per immaginare e plasmare il futuro di una città e del suo hinterland.

 

Proprio per questo fin dall’inizio del precedente mandato amministrativo abbiamo ripetutamente richiesto a gran voce all’Amministrazione comunale (di allora) di attivare le procedure necessarie per l’elaborazione di una variante all’attuale strumento urbanistico. Attività secondo noi necessaria per poter delineare una visione di città futura in una cornice entro la quale inserire i contenuti necessari per rispondere alla crisi demografica ed economica alla quale stiamo assistendo passivamente da troppo tempo. Rimaniamo in tutto questo colpevolmente ancorati al ricordo della grande azienda e del benessere che furono, ma in maniera statica senza capire che se ci si limita a guardare al passato, seppur glorioso e senza immaginare e rendere possibile un futuro, ci si riduce, come sta capitando ora, a depauperare un patrimonio non solo economico, ma di conoscenza, di innovazione, di saper fare, di capacità imprenditoriale che più passa il tempo più diventa difficile da ripristinare.

Per fortuna, dopo ripetuti accorati appelli caduti nel vuoto, la precedente Amministrazione decise di emanare un bando per affidare un incarico per la redazione della Variante di piano inserendo tra le caratteristiche richieste quella della multi-disciplinarietà e l’utilizzo di un processo di elaborazione di tipo partecipativo da noi fortemente auspicati. E’ secondo noi fondamentale infatti che uno strumento urbanistico come una Variante Generale al Piano Regolatore, che determinerà le sorti della città e del territorio circostante nei prossimi 20 anni, necessiti dell’adeguato coinvolgimento dei professionisti del settore, ma anche del mondo imprenditoriale, sindacale, del terzo settore fino a quella parte di cittadinanza attiva che sente di avere qualcosa da dire nei confronti di uno sviluppo armonico e sostenibile della  propria città.

Alla fine dello scorso mandato amministrativo si dette così vita a un paio di work-shop costituiti da 7 tavoli tematici ai quali i partecipanti si potevano iscrivere per apportare il loro contributo nell’ambito prescelto. A discapito di una certa diffidenza iniziale della maggioranza di allora i partecipanti furono numerosi e da quella innovativa, almeno per la nostra città, esperienza partecipativa sono emerse le necessità più sentite, i bisogni più impellenti, gli interventi urbanistici ritenuti prioritari.

Un’ottima partenza, peccato che poi siamo arrivati alla tornata elettorale dell’estate del 2018 e il processo sopra descritto si è, di fatto, interrotto. I professionisti incaricati avranno anche continuato a lavorare, ma nella sostanza, fino al marzo del 2019, del Piano Regolatore non si è saputo più nulla mentre si sarebbe potuto lavorare sui dati usciti dai tavoli tematici riconvocando nuovi work-shop per condividere le elaborazioni e le analisi degli urbanisti. E’ così passata l’estate e solo ad autunno inoltrato la proposta di variante è tornata sul tavolo della Commissione Assetto del Territorio, ma semplicemente per riproporre i dati e l’avanzamento lavori già presentati in primavera o poco più, ma con la postilla aggiuntiva di dover procedere in fretta e furia all’approvazione della Proposta Tecnica di Variante Preliminare inizialmente entro il 15 ottobre, poi, a seguito di una nostra richiesta di proroga, il 30 dello stesso mese, poi entro la fine dell’anno e poi entro la fine di gennaio 2020.

L’impressione che esce da questa modalità operativa è che ci si ostina a non imparare nulla dagli errori del passato limitandosi a rincorrere le emergenze, ma senza il coraggio e la volontà di proporre una visione di città capace di guardare consapevolmente al futuro. Dopo aver con fatica intrapreso un percorso di partecipazione questo processo virtuoso si è fermato e ci si trova a rincorrere approvazioni dell’ultima ora senza aver potuto visionare, approfondire, analizzare e condividere gli elaborati di Piano con tempi adeguati alla mole e alla complessità degli argomenti.

Ci è stato detto che questo primo passaggio formale sarà impegnativo solamente per ciò che riguarda le aree Core e Buffer dell’Unesco, ma sta di fatto che  recepirà i contenuti del Piano Paesaggistico Regionale per ciò che riguarda l’intero territorio comunale; di certo non si può dire che la chiarezza sia un elemento peculiare di questa Variante. Il 22 gennaio si svolgerà quindi il Consiglio Comunale dopodiché sarà il caso che si cambi registro divulgando maggiormente i contenuti della Variante e riaprendo i tavoli di partecipazione. Come detto in precedenza il Piano Regolatore riveste un’importanza strategica per il nostro futuro e non si può sprecare un’occasione come quella di una Variante Generale senza giocarsi tutte le carte possibili per creare le condizioni per una vera rinascita della città.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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