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Lunedì, 16 Marzo 2020 23:21

Il tempo della responsabilità

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Siamo in guerra e come in tutte le guerre ogni dettaglio può fare la differenza. Una guerra contro un nemico invisibile, ma che cominciamo a conoscere sempre di più partendo dalla sua comparsa prima in Cina, dove parrebbe essere quasi scomparso, poi in Corea del Sud e in tutti quei Paesi dove finora si è manifestato con più virulenza. L’epidemia è stata ormai classificata come pandemia il che sta a significare che ha raggiunto una diffusione su scala globale decisamente ampia che coinvolge ormai 91 Paesi.

 

Come in tutte le situazioni impreviste e straordinarie le persone tendono a dare il meglio o il peggio di sé e sta a tutti noi, con particolare riguardo a chi riveste ruoli di responsabilità, assumere dei comportamenti utili alla collettività. A questo proposito è doveroso fare un grandissimo ringraziamento a tutte quelle persone direttamente coinvolte nella gestione dell’emergenza a partire dagli operatori sanitari alla protezione civile e a tutti coloro che nel silenzio e con grande abnegazione e sforzo psico-fisico si trovano oggi in prima linea. Purtroppo a far da contraltare alla stragrande maggioranza di questi esempi virtuosi si riscontrano alcuni comportamenti che, seppur fortemente minoritari, rischiano di mettere a repentaglio tutto il lavoro messo in piedi dalla macchina operativa da giorni messa in atto dallo Stato. Uno di questi fenomeni negativi e fortemente irresponsabili, in tempo di social media, è la diffusione di post o brevi audio, rigorosamente anonimi, che diffondono notizie allarmanti e non verificabili che finiscono per generare il panico tra le persone. Caratteristica che accomuna questi fake è, come detto, l’anonimato e la favoletta, che si reitera di post in post, che si tratta di conoscenti o parenti che operano sul campo e quindi sono a conoscenza di notizie che le fonti ufficiali non divulgano. In un tempo in cui è praticamente impossibile nascondere una notizia, soprattutto in casi emergenziali come quello che stiamo vivendo, bisogna  evitare, nell’interesse collettivo, di divulgare questi messaggi, peraltro perseguibili penalmente, interrompendo immediatamente questa inutile ed irresponsabile catena di trasmissione. Se ci si vuole informare ci sono siti istituzionali che forniscono tutte le notizie che si vogliono. Uno di questi, appositamente costituito, è: https://www.covid19italia.help/

Evidenziare criticità, problemi, conoscenze specifiche non è solo auspicabile, ma doveroso. Serve però farlo tramite canali ufficiali mettendoci la faccia, se no è il caos. Peraltro sulla questione della comunicazione oggi, a differenza del passato, ci sono stati e ci sono continui aggiornamenti da parte delle fonti ufficiali comprese testimonianze di operatori sanitari che spiegano direttamente dalla trincea, in tutta trasparenza e con grande senso di responsabilità, la situazione che stanno vivendo senza nascondere le criticità, ma anche sottolineando la capacità del Servizio Sanitario pubblico di saper affrontare una situazione di emergenza che fino a qualche tempo fa nessuno, o quasi, aveva previsto come possibile.

Come sempre non è tutto oro ciò che luccica e anche in sanità, come in tutte le organizzazioni complesse, certamente ci sono delle criticità che vanno prima possibile risolte. Martedì scorso ad esempio in una Conferenza dei Capigruppo, richiesta dai gruppi di minoranza, il Sindaco ha relazionato che in una riunione della Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci con la Direzione Generale dell’ASL TO4 è emersa la linea, da parte dell’Amministrazione sanitaria, di non comunicare ai Sindaci stessi i dati sui nuovi casi e sui ricoveri a seguito del  coronavirus. In uno scarno comunicato stampa dell’ASL TO4 si legge: “Oggetto di discussione è stata, in relazione all’emergenza da coronavirus covid-19, la definizione dei migliori livelli di comunicazione tra l’ASL e i Comuni di riferimento, nel rispetto delle relative competenze e con l’obiettivo finale di salvaguardare la salute pubblica”. Se questo vuol dire che l’ASL TO 4 non ritiene opportuno comunicare ai Sindaci i dati in proprio possesso mettendoli nella condizione di poter organizzare le appropriate contromisure occorre richiamare quel “rispetto dei ruoli”, giustamente evidenziato proprio nel comunicato, e ricordare che il Sindaco è autorità sanitaria locale e in questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica oltre che essere, ai sensi dell'art. 15 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, autorità comunale di protezione civile.

Proprio per contrastare la diffusione di notizie false che generano confusione crediamo sia indispensabile che vengano comunicati quotidianamente, almeno tramite i siti web istituzionali, i dati dell’ASL TO4 suddivisi per i singoli Comuni, così come viene fatto a livello nazionale ogni giorno dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Affrontare uniti e senza polemiche questo momento non vuol dire non mettere in evidenza problematiche risolvibili, ma assumersi ognuno le proprie responsabilità remando tutti dalla stessa parte che è quella della salvaguardia della salute di tutti i cittadini.

Nell’affrontare l’emergenza non si deve poi nemmeno dimenticare perché siamo arrivati ad una situazione di così grande sofferenza di un Servizio Sanitario Pubblico che ha perso negli ultimi decenni 70.000 posti letto a scapito di una sanità privata dove spesso sono finiti operatori sanitari di alto livello formatisi proprio nelle strutture pubbliche a spese della fiscalità generale. Cosa stia poi facendo la sanità privata in questa emergenza, dove tutti i settori produttivi sono in sofferenza, non è ben chiaro. L’attuale situazione sta evidenziando chiaramente che un sistema sanitario organizzato sul mero profitto non può funzionare e sarà il caso che la politica tutta si interroghi a emergenza finita su quale strada intraprendere per il futuro più prossimo perché quello delle epidemie e delle pandemie sarà un tema che, purtroppo, si ripresenterà nei prossimi anni. Ci sono settori strategici quanto indispensabili che non possono passare nelle mani del privato e che devono essere resi disponibili a tutti: dalla sanità all’istruzione alla gestione delle grandi infrastrutture viarie. Uniti quindi oggi per vincere una guerra, ma uniti anche domani per far sì che non se ne presentino altre a causa della cecità di una politica incapace di capire quali sono i grandi valori dell’umanità, come la salvaguardia della vita e della salute delle persone e del Pianeta.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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