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Giovedì, 27 Settembre 2018 15:38

Sarà vero cambiamento?

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Nella campagna elettorale per le amministrative abbiamo ripetuto fino allo sfinimento che il nostro essere l’unica lista realmente civica in competizione ci differenziava dalle altre forze politiche, ognuna delle quali faceva/fa riferimento a partiti o movimenti nazionali. E’ chiaro che quando si fa parte di un raggruppamento a livello nazionale, organizzato gerarchicamente, gli amministratori locali che ne fanno parte sono in qualche modo vincolati agli “ordini superiori” che arrivano dalle sedi regionali piuttosto che da quelle romane.
Per una forza civica come la nostra la battaglia, soprattutto comunicativa, è molto ardua non avendo a disposizione le risorse necessarie per raggiungere ogni singolo cittadino in maniera tale da potergli spiegare le proprie idee e i propri progetti per la città. Questo ha fatto sì che i votanti, peraltro sempre meno, nell’ultima tornata elettorale non se la sono sentita di premiare con convinzione un gruppo basato sul civismo come il nostro, che ha comunque ottenuto un ottimo risultato, e si sono rifugiati ancora una volta nelle forze politiche tradizionali portando al ballottaggio il centro-destra e il centro-sinistra. L’esito delle votazioni tutti lo conoscono ed ha premiato la coalizione di centro-destra che ha saputo convincere la maggioranza degli elettori con la promessa di un radicale cambiamento rispetto alle amministrazioni degli ultimi lustri tutte a trazione PD.

Chi ha seguito le vicende che hanno caratterizzato la campagna elettorale ricorderà che entrambe le forze politiche che si sono confrontate al ballottaggio ci hanno fatto delle proposte, chi di apparentamento chi di appoggio esterno in cambio di poltrone. Dopo un confronto interno serrato, svoltosi nella massima trasparenza e partecipazione di tutti i componenti della coalizione, abbiamo deciso di non appoggiare nessuno dei due contendenti accettando di ritornare sui banchi della minoranza per svolgere con le mani libere, come fatto negli ultimi 5 anni con la precedente amministrazione, un’azione di controllo, ma anche di stimolo nei confronti di qualunque forza avesse vinto. E così è stato e con la nuova amministrazione, nel suo complesso, abbiamo cominciato fin da subito a lavorare, esattamente come facemmo cinque anni fa con la precedente, ma questa volta, almeno per ora, venendo ascoltati e attivando dei meccanismi di confronto finora sconosciuti.
Finora si sono svolti tre consigli comunali e abbiamo già avuto modo di dire in precedenza che l’aula consiliare, finalmente gremita di cittadini, pare/pareva ritornata ad essere il centro del dibattito pubblico senza pregiudizi e senza posizioni preconcette. Abbiamo dovuto aggiungere il verbo “pareva”, al passato, perchè l’ultimo Consiglio Comunale ha mostrato una faccia della nuova maggioranza che mai si era ipotizzata in campagna elettorale manifestando la difficoltà del Sindaco e di alcuni suoi consiglieri nel prendere una decisione in aperto contrasto con quanto da lui dichiarato in tutti i confronti pubblici pre-elettorali in tema di politiche dell’accoglienza.
Negli ultimi consigli sono state approvate all’unanimità due nostre mozioni sul tentativo di miglioramento della pista ciclabile e della rotonda in corso M.D’Azeglio e sulla possibilità di attingere a fondi regionali per gli impianti sportivi pubblici. Sono state date risposte esaustive, chiare e dettagliate a 4 nostre interpellanze l’ultima delle quali molto importante sulla ciclovia che dovrebbe attraversare la città, ma per la quale esistono notevoli criticità progettuali e difficoltà di finanziamento. Altre utili discussioni si sono sviluppate su temi concreti che riguardano la città, ma nell’ultimo Consiglio, come anticipato, è accaduto un fatto che ha lasciato molti con l’amaro in bocca. Una mozione, volutamente senza accenni ideologici, sul tema dell’accoglienza dei profughi sottoscritta dai consiglieri Perinetti, Ricci (della maggioranza), poi dimessosi il giorno dopo, e dal sottoscritto è stata affossata dalla maggioranza con un incomprensibile voto di astensione che in caso di mozione significa voto negativo. Sappiamo che il tema dei migranti è oggi molto dibattuto, ma la mozione chiedeva solamente al Sindaco di approvare la richiesta di rinnovo del Protocollo con la Prefettura per la gestione del fenomeno migratorio tramite l’accoglienza diffusa (distribuita sui comuni del Consorzio IN.RE.TE.) e di mantenere in vita e promuovere il sistema SPRAR (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) quale superamento graduale dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). Questo sistema, peraltro a numero chiuso (520 posti), che negli ultimi tempi ha dato buoni risultati, tanto che a Ivrea e nell’eporediese non esiste certo un “problema migranti”, consente ai Comuni di essere protagonisti sul proprio territorio gestendo in proprio e quindi controllando la gestione, anche quella economica, dell’accoglienza a livello locale.
Nel dibattito consiliare agli interventi favorevoli di tutta la minoranza ha fatto da contraltare, per la maggioranza, l’unico intervento di una consigliera della Lega che ha spostato l’attenzione ad un livello superiore di politica nazionale non ascoltando il nostro appello a rimanere sul contesto locale, sul qui e ora, tralasciando derive ideologiche che di certo non giovano alla nostra comunità e al nostro territorio dove, come già detto, il problema dei profughi non esiste ed è gestito in maniera ordinata e più che accettabile anche se, come tutto, perfettibile. Come detto in precedenza il Sindaco durante tutta la campagna elettorale ha detto esplicitamente che sul tema profughi non esistevano problemi e che si sarebbe continuato sulla strada dell’accoglienza diffusa mentre in Consiglio si è astenuto come tutta la maggioranza. Per noi si tratta di una decisione incomprensibile proprio perché, come anche dichiarato in un’intervista del segretario locale della Lega, nonché assessore, Balzola, i migranti ad Ivrea non sono un problema. Vogliamo pensare che si tratti di uno scivolone dettato dall’inesperienza di molti dei nuovi consiglieri e che all’assembla del Consorzio IN.RE.TE. il Sindaco, per coerenza con quanto dichiarato agli elettori a nome della sua coalizione, voterà a favore del rinnovo del Protocollo con la Prefettura anche alla luce del fatto che lo stesso è stato sottoscritto da 51 comuni facenti parte del consorzio stesso. Diversamente si aprirebbero scenari imprevedibili che farebbero vacillare le promesse su un reale cambiamento avvalorando in qualche modo quanto detto ad inizio articolo e cioè che quando ci sono di mezzo i partiti nazionali, e questo vale sia a destra che a sinistra, gli amministratori locali, salvo ovviamente le liste civiche, hanno le mani legate. In questo modo spesso si perde il contatto con i problemi reali sostituendo il buon senso e una reale percezione dello status quo con prese di posizione ideologiche che nulla hanno a che vedere con le tradizioni e la storia civile e sociale, ma anche coi bisogni e le necessità quotidiane della nostra città.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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