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Martedì, 09 Aprile 2019 23:34

Il tempo delle scelte

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I lettori che seguono le vicende della politica cittadina ricorderanno che nella campagna elettorale dello scorso anno tutte le forze scese in campo, compreso chi aveva governato la città negli ultimi decenni, si sono prodigate a promettere, in caso di vittoria, un cambiamento o comunque un cambio di passo nei confronti del passato.
Passi che proporre un cambiamento da parte delle forze che prima sedevano nei banchi della minoranza faccia parte delle normali dinamiche elettorali però bisogna anche dimostrare poi, nel caso di vittoria, di sapere e di volere mantenere le promesse fatte ai cittadini; soprattutto ora che è passato quasi un anno dalle elezioni.

Dicevamo, e a maggior ragione lo possiamo ribadire ora, che l’unica vera forza civica alternativa alle dinamiche di partito era la coalizione che gravitava intorno a Viviamo Ivrea. Questa affermazione vuole sottolineare come solamente una forza veramente civica fatta di cittadini che non sono espressione di partiti politici, e che quindi hanno piena libertà di espressione, potrebbe risollevare le sorti di una città in pieno declino e che avrebbe bisogno di una cesura netta con vecchie liturgie politiche ormai diventate anacronistiche e che vediamo annaspare anche a livello nazionale.
L’attuale forza di governo in città ha avuto la meglio, noi crediamo, anche per la capacità dell’allora candidato Sindaco di dichiararsi garante della componente civica della coalizione a discapito dei due partiti della Lega e di Forza Italia che avrebbero dovuto recitare un ruolo da comprimari senza ingerire nelle scelte del primo cittadino e della Giunta comunale. Diverse decisioni fin qui prese parrebbero invece essere arrivate da qualche suggeritore di livello superiore che nulla ha a che vedere con il Consiglio Comunale che è organo sovrano per tutto ciò che riguarda l’Amministrazione Comunale. Decisore unico e ultimo anche per ciò che riguarda le società pubbliche e le partecipate; organismi che tanti problemi hanno creato e continuano a creare in tutta Italia per la facilità con la quale vi si possono annidare pratiche clientelari a causa della limitata possibilità di controllo. Controllo che invece dovrebbe essere uguale o maggiore rispetto a quello che viene giustamente imposto per legge a tutti gli enti locali. Una delle cause principali del malfunzionamento di certi enti è certamente legato al fatto che non sono composti da soggetti eletti dal popolo, ma da nominati da parte di chi detiene il potere in un determinato momento che avrà tutto l’interesse ad occupare il maggior numero di posti con persone di fiducia della propria corrente politica. Ecco che allora le nomine si riducono spesso ad una squallida spartizione tra forze di maggioranza e di minoranza indipendentemente dal compito e dal ruolo che un nominato dovrà svolgere in un determinato contesto. Questa prassi fa sì che a volte determinati soggetti agiscano inopportunamente in nome di una “autonomia” statutaria tutta da verificare e che comunque non può andare contro le leggi in vigore.
Secondo il nostro punto di vista questa è la maggior criticità che si dovrà cercare di risolvere per quanto riguarda la situazione eporediese a partire dalla bomba esplosa nella Fondazione Guelpa con le dimissioni del Presidente e del consulente finanziario che garantiva la bontà degli investimenti in corso. Come abbiamo avuto modo di vedere già con la precedente amministrazione ed ora anche con questa è l’assenza di idee chiare su finalità e scopi della Fondazione stessa a determinare un impasse che andrà velocemente risolto e per questo noi proponiamo una revisione profonda delle modalità di governance della stessa che parta dalla definizione chiara, da parte del Consiglio Comunale, del mandato affidato all’ente in ottemperanza al lascito della benefattrice sig.a Lucia Guelpa. Per fare questo si può semplicemente ripartire dalle decisioni assunte con svariate delibere del Consiglio Comunale di allora nelle quali si può ad esempio trovare un “accordo di programma” tra Comune e Fondazione (del 26 settembre del 2005) con il quale i due enti si “impegnano formalmente ad attivarsi per l’acquisizione delle disponibilità finanziarie occorrende per gli interventi di ristrutturazione del Museo Garda e della realizzazione della Biblioteca ex Cena”.
Alla luce di quanto sopra gran parte delle parole, spesso fuorvianti, fatte negli anni sulle finalità della Fondazione Guelpa risultano cinicamente insensate anche perché, a oltre 15 anni dalla morte della donatrice, della Biblioteca non esiste ancora né un progetto, né un luogo dove realizzarla. A questo riguardo, pur senza assumere una posizione immodificabile, la nostra proposta sarebbe quella di partire dai locali che già ci sono ipotizzando poi l’abbattimento dell’ex Cena, ormai strutturalmente inadeguato e inadeguabile, per realizzare uno spazio verde dove costruire un moderno corpo di fabbrica a un solo piano fuori terra di collegamento con il museo in modo da rivitalizzare un’ampia parte di centro storico di proprietà comunale. In questo modo potrebbe prendere realmente corpo l’idea di una Cittadella della Cultura nel cuore del centro storico lanciata diversi anni fa per utilizzare al meglio, e secondo le sue volontà, il cospicuo lascito della sig.a Guelpa.
Per tornare al titolo e alla prima parte dell’articolo noi crediamo sia arrivato per l’attuale maggioranza il momento di fare delle scelte importanti che potranno condizionare il prosieguo del mandato ricevuto dagli elettori. Ovviamente noi pensiamo a delle scelte che evidenzino il cambiamento e tutto si può dire meno che la vicenda Fondazione Guelpa abbia segnato una discontinuità con il passato. Opacità delle decisioni, mancanza di collegamento tra la Fondazione e il Comune, egocentrismi e iniziative non condivise nemmeno all’interno del Consiglio di Amministrazione, assenza di risposta da parte dell’esecutivo e della maggioranza alle istanze presentate dai consiglieri di amministrazione, scarsa o totale assenza della documentazione e degli atti approvati sul sito della Fondazione e del Comune; si tratta di modalità che rimarcano la piena continuità, almeno su questa vicenda, dell’attuale Amministrazione con quella che l’ha preceduta. Come detto all’inizio però non ci pare che questo fosse stato promesso da chi poi ha vinto le elezioni. Sui giornali degli ultimi giorni abbiamo letto le prese di posizione delle forze politiche sedute in Consiglio e anche da quelle si può facilmente intuire chi vuole una vera discontinuità e cambiamento e chi invece vorrebbe continuare sulla stessa strada.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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