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Nell’assembla dei comuni del Consorzio socio-assistenziale IN.RE.TE. di giovedì scorso il Sindaco di Ivrea, nonostante l’ormai famosa bocciatura della mozione sul tema migranti, ha votato a favore del rinnovo del Protocollo con la Prefettura. Procedura innovativa, quest’ultima, che poggia su quel sistema di accoglienza diffusa che aiuta a superare eccessive concentrazioni di persone in un singolo Comune. Fortunatamente ha prevalso il buon senso e se l’obiettivo di tutti era quello del rinnovo ora si può e si deve guardare avanti per affrontare i problemi reali che attanagliano la città perché, torniamo a ribadirlo con forza, quello dei migranti e dell’accoglienza a Ivrea e nel territorio non è un problema. Come abbiamo già scritto anche la scorsa settimana servirebbe oggi un periodo di transizione capace di andare oltre le ideologie tipiche di partiti che spesso confondono i diversi livelli di governance. Per amministrare bene una città non serve subire imposizioni dall’alto da parte di partiti nazionali impegnati su tematiche generali, a volte addirittura globali, che nulla hanno a che vedere con i bisogni quotidiani dei residenti. Un ente locale ha problematiche diverse da quelle relative allo Stato centrale ed anche i processi di analisi, elaborazione, soluzione dei problemi si dovrebbero muovere all’interno di un perimetro circoscritto e dinamico all’interno del quale i condizionamenti superiori non dovrebbero esistere indipendentemente dal far parte della maggioranza o della minoranza.

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