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progetto per Ivrea

A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca

Non ci rimane molto tempo per fare analisi e congetture serve passare all'azione rivendicando i nostri diritti, per i quali in passato donne uomini hanno dato la loro vita, ma assumendoci nel contempo i doveri che ogni cittadino dovrebbe fare propri in nome del bene comune. Diceva a questo proposito Don Milani: «A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca».

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Poteri Forti. Chi decide per noi?

Chi si interessa di società e di politica avrà spesso sentito evocare i cosiddetti "poteri forti" quale possibile causa di quel deficit di democrazia che, in modo sempre più evidente, si sta manifestando a tutti i livelli istituzionali. Pur trattandosi di una definizione molto utilizzata non ne esiste una interpretazione univoca e in questo articolo proviamo a fare qualche considerazione partendo da una serie di dati di fatto che sono sotto gli occhi di tutti, ma che spesso vengono sottaciuti.

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La democrazia calpestata

Siamo tutti convinti di vivere in una democrazia sostanziale, ma se andiamo ad analizzare le modalità con le quali chi detiene il potere la mette in atto vediamo che la partecipazione dei cittadini nelle decisioni di pubblico interesse di fatto non esiste. Ciò a cui assistiamo, come forza politica cittadina esterna ai partiti, è il continuo tentativo di sottrazione alla politica, alla deliberazione pubblica, dei processi decisionali che riguardano le nostre vite, il nostro benessere di cittadini.

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Renzi si è fermato a Roma

A poco meno di un anno dalle elezioni, e con tutti gli sconquassi a livello nazionale di cui abbiamo detto in precedenza, proviamo a guardare come l'attuale maggioranza eporediese sta vivendo questo momento di grande fermento, di rinnovamento dell'agire politico. Nulla, calma piatta, nessun dibattito pubblico, nessun sussulto. Una domanda ci sorge spontanea: ma a Ivrea il messaggio di cambiamento di Renzi, al quale aggiungiamo anche l'ala critica di Civati, è arrivato? Qualcuno si è accorto di quanto sta accadendo a livello nazionale?

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Il governo del popolo

La sensazione che il cittadino ha guardando agli accadimenti della politica è senza dubbio, oggi, la confusione. Chi li chiama giochi di palazzo, chi inciuci, chi trasformismo. Il fatto saliente è che viene a mancare la percezione del rispetto di quelle regole fondamentali che sanno trasformare un regime autoritario in una democrazia. Leggiamo una definizione tipica di democrazia: "sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini". Sarebbe interessante sapere quanti cittadini italiani credono ancora a questa definizione di democrazia. Non essendo possibile prendere qualunque decisione condividendola con tutti i cittadini è stata inventata la rappresentanza che è quel metodo con il quale, tramite un voto, i cittadini eleggono delle persone che li dovrebbero rappresentare.

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Il Bene Comune e l'interesse collettivo

Abbiamo scritto la scorsa settimana di quanto poca considerazione godono i consiglieri comunali nell'attuale amministrazione cittadina eporediese. Eppure siamo convinti che le regole democratiche succedutesi nel tempo siano sempre state concepite dal legislatore per mitigare i rischi di derive autoritarie nelle varie forme di governo, siano esse a livello nazionale o locale. Esistono quindi a tutti i livelli organismi politici di governo, di controllo e di indirizzo ed organismi tecnici deputati a mettere in pratica quanto deciso dai suddetti. Semplificando molto il concetto, a livello locale, esiste un livello di governo composto dal Sindaco e dalla Giunta, da lui stesso nominata, e un livello di indirizzo e di controllo costituito dal Consiglio Comunale all'interno del quale siedono le forze di maggioranza e di minoranza uscite dall'esito delle votazioni.

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Sbagliare è umano, perseverare...

Quando a scuola tentavamo di capire cosa fosse la politica ci hanno sempre parlato di pensatori illuminati che nel perseguire una società perfetta ipotizzavano modelli organizzativi basati sui valori fondamentali dell'uomo. A partire dall'antichità, diciamo dalla polis greca in poi, centinaia di sapienti hanno portato il loro contributo ad un dibattito complicato ma affascinante nel tentativo di trovare una formula magica in grado di far vivere le persone in pace, nella giustizia, con equità e, se non nell'uguaglianza, con meno disuguaglianze possibili.

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Ricominciamo dalla democrazia

Qualcuno ricorda l'ultima volta che ha sentito dire a un politico, sia di livello nazionale che locale: ci siamo sbagliati? Ognuno avrà esperienze diverse ma credo di conoscere la risposta della stragrande maggioranza di chi sta leggendo questo articolo. Eppure sappiamo che l'uomo tra i tanti suoi limiti ha anche quello di possedere una razionalità limitata che, in parole più semplici, vuol dire che nessuno è in grado di poter prendere, sempre e comunque, la migliore decisione possibile riguardo un qualunque problema.

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Cara Democrazia

Così iniziava una canzone, di qualche anno fa, di Ivano Fossati che raccontava, con arguzia, le contraddizioni oggi insite nel significato del termine e di ciò che esso stesso dovrebbe rappresentare. La democrazia, ci hanno insegnato fin da bambini, è quella forma di organizzazione politica e istituzionale, basata sulla volontà del popolo, che si esprime tramite il voto, che dovrebbe garantire a tutti giustizia, equità e benessere. Per poter godere dei benefici della democrazia nel nostro paese, come in molti altri nel mondo, molte persone hanno dovuto immolarsi. Molto sangue è stato versato per poter strappare a dittature, o altre forme coercitive di potere, la possibilità, per i cittadini, di poter decidere dei propri destini.

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