31 luglio 2015 - 31 luglio 2016: sono ancora lì.

31 luglio 2015 - 31 luglio 2016: sono ancora lì.

31 luglio 2015-31 luglio 2016

Correva l'anno 2015. Una torrida serata di fine luglio, dell'ultimo giorno del mese.
Sì, è passato solo un anno, però in questi 366 giorni sembra che qualcuno si sia dimenticato cosa avvenne nella sala consigliare del civico palazzo eporediese, la sera del 31 luglio.
Il Consiglio comunale verteva sulla spinosa vicenda del Cic e nel corso della serata, ben due volte sono state chieste le dimissioni del Sindaco e/o del suo vice.
Il primo a lanciare la pietra fu Francesco Comotto. Ecco cosa recita il verbale della seduta: «E’ giunta l’ora che chi è responsabile di tutto questo, ribadisco politicamente parlando, trovo la dignità per uscire allo scoperto e si faccia da parte, non faccia più danni. Non sto nemmeno a dire chi tra il Sindaco o il suo vice sarebbe...sia maggiormente responsabile, questo esercizio lo lascio fare alla maggioranza».
E poco dopo, la stessa maggioranza, per voce della Presidente del Consiglio comunale, Elisabetta Ballurio ribadisce il comottiano concetto: «Chiederò all'Assessore Capirone di fare un passo indietro, se ritiene, per salvaguardare proprio la dignità della mia parte politica prima di tutto, della maggioranza e dell'amministrazione, che con l’atto che andiamo a fare oggi, che è uno strappo… è uno strappo quello che noi andiamo a votare, sia come dicevo da pubblico a privato e sia prendendoci le responsabilità legali ed economiche ad andare a votare. Quindi per quanto magari ci siano o no, questo non lo so, comunque sicuramente responsabilità politiche, io credo che visto che è stato richiamato più volte dentro questa sala ma anche fuori e conoscendo, riponendo stima nella persona, credo che probabilmente un sano confronto, per carità, ma un passo indietro anche a fronte dell’impegno che stiamo prendendo noi adesso, credo che sarebbe doveroso». Il freddo rigore burocratico del verbale non trasmette le emozioni, ma chi era presente a quella seduta ricorda il tono stentoreo, le pause a effetto e lo sguardo algido della Presidente.
Parole pesanti… come piume, evidentemente. Visto che da allora non è successo nulla. Non solo Sindaco e Vicesindaco sono sempre lì al loro posto, ma nessuno dei due “dimissionandi” si è sentito in dovere di replicare pubblicamente alla richiesta di dimissioni, non ci son stati passi indietro o strappi nella “parte politica”. Tant'è che quella richiesta è rimasta lettera morta, alla faccia della dignità della medesima parte politica.
Correva l'anno 2015. Ora arranca il 2016 e siamo sempre qui, sulle rive della Dora, in una città che sembra sempre più la capitale della Repubblica delle Banane!

NB Tutti i virgolettati sono tratti dal verbale del Consiglio comunale del 31 luglio 2015

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