Luccius in fabula 1200

Pà Gamento

Pà Gamento

Padre Gamento, detto Pà Gamento, è la guida spirituale dell'Amministrazione eporediese che, in segno di devozione, nell'ultimo anno gli ha dedicato numerosi parcheggi cittadini (circa 130), divenuti per l'appunto “a pàgamento”.
Secondo alcune fonti di Palazzo ci sono strisce bianche che sono state pitturate di blu per ovviare a problemi di parcheggio selvaggio. Come se i cittadini, sensibili ai colori, posteggiassero in modo diverso a seconda della cromia. Non si è compreso che la differenza tra parcheggio ordinato e parcheggio selvaggio potrebbero farla i controlli, la manutenzione e il senso civico, aspetti su cui l'Amministrazione può incidere, ma che non sono direttamente correlati alla tinta degli stalli e all'applicazione di una gabella. La teoria dell'Amministrazione è che le strisce blu, ricordando il cielo e il mare, siano rasserenanti e ispirino un profondo buon umore nell'utente medio. L'utente medio asserisce invece che alle strisce blu corrisponda l'umore nero.

Veicoli allo spiedo
Spesso i parcheggi a pagamento sono giustificati con l'esigenza di assicurare la rotazione dei veicoli in sosta. Una semplice zona a disco orario potrebbe assolvere egregiamente alla stessa funzione, ma a Ivrea, città dei cavalli, un poco di Ippocrisia è tollerata. In molti casi le tariffe adottate sono in completa antitesi con la finalità dichiarata: c'è un prezzo orario, ma chi lascia la macchina ferma a lungo può fruire di un forfait giornaliero scontato. L'abbonamento mensile è ancora più conveniente. Per vedere qualche veicolo in rotazione bisognerebbe metterlo sullo spiedo.

Anno bisesto
Quando è stata realizzata la passerella sulla Dora Baltea sono spariti una ventina di posti auto gratuiti in p.zza Rondolino. La scelta si è rivelata lungimirante, perché sull'area liberata è stato possibile allestire un centro di prima accoglienza. Non è destinato ai migranti, ma a coloro che attendono di poter fruire del contiguo ascensore di collegamento tra piazza e passerella. L'apparecchio, di fatto, è fermo da anni. Fino a qualche tempo addietro girava voce che fosse dotato di una sofisticata tecnologia che lo fa funzionare solo il 29 febbraio. Quest'anno bisesto ha smentito la voce. La coda davanti all'elevatore continua ad allungarsi ma, ad oggi, nessuno si è sentito responsabile, dimettendosi con la coda in mezzo alle gambe.
Ormai, bebè in carrozzina, anziani e disabili confidano nei trafficanti di esseri umani e sperano che, quanto prima, vengano a piazzare una scala da traslochi, offrendo un servizio alternativo e sopperendo alle lacune di un'opera pubblica multimilionaria.

San Zione
Nella maggior parte dei casi, l'automobilista che sosta nelle aree a pagamento deve saziare il parcometro in anticipo. Spesso l'utente non sa a priori per quanto tempo impegnerà lo stallo, in quanto ci sono delle variabili che non dipendono da lui (es. coda in un ufficio pubblico). Nel dubbio abbonda con le monete, per evitare una sanzione. Al ritorno, se tutto va bene il cittadino ha pagato più del dovuto. Se va male arriva fuori termine e scopre che San Zione (patrono di Ivrea Parcheggi) è passato comunque a fargli visita.
Frequentemente, lo stallo già pagato viene liberato prima della scadenza ed è occupato da un altro automobilista che ripaga la cosa già pagata. Non è uno scioglilingua e non è considerata truffa. E' un semplice atto di devozione a Pà Gamento. I posteggiatori abusivi, talvolta, recuperano il tagliando dell'utente che va, e fanno da tramite con l'utente che viene, spuntando una piccola commissione. In altri casi, i posteggiatori acquistano un biglietto giornaliero (scontato) e poi lo fanno girare alla tariffa ordinaria, lucrando sul differenziale di prezzo. I cittadini spesso accettano la loro proposta, perché così non hanno l'ansia di dover rispettare l'ora di rientro. Sanno che, a qualunque ora, troveranno l'abusivo e pagheranno solo il dovuto.

Parcometri intelligenti
Per rendere più dolce la purga dei nuovi parcheggi a pagamento è stato previsto, a parziale compenso, uno sconto di 0,15 €/ora, valido solo in alcune zone cittadine e riservato ai residenti eporediesi. Una volta presa la decisione, i nuovi stalli a titolo oneroso sono stati allestiti in modo fulmineo, mentre lo sconto, per ragioni “tecniche”, è stato differito di molti mesi poiché, per praticarlo, è stato necessario modificare i parcometri, rendendoli “intelligenti”. Un parcometro ignorante, infatti, non è in grado di distinguere un eporediese da un viandante.
Il costo dell'intervento, circa 30.000 €, di fatto è stato a carico degli eporediesi, che così si sono bruciati le prime 200.000 (duecentomila) ore di sconto. Tanto per rendere l'idea, è l'equivalente di 60 anni di sosta per una vettura (considerando che si pagano 11 ore al giorno e i festivi sono gratuiti). I parcometri intelligenti offrono anche importanti servizi aggiuntivi. Quello più decantato è il fatto di poter pagare le multe alla colonnina! L'immaginazione di ognuno può ipotizzare quali siano i più futili.

E adesso la pubblicità
Ora che sono intelligenti, i parcometri sono avvolti da adesivi pubblicitari, e stampano pubblicità sui tagliandi orari. Se questa è l'intelligenza, viene da dire: beata ignoranza. Alcuni utenti, sconcertati, hanno ipotizzato di boicottare gli inserzionisti. Una reazione di getto, non condivisibile, anche perché: cucine, cure dentali, water, pannolini, bar e onoranze funebri vanno per la maggiore. Come dire: mangi, espelli, socializzi e muori; la sintesi della

Parcheggi e cultura
Purtroppo, il Comune non si è riservato nemmeno una colonnina da cui lanciare un importante messaggio pubblicitario “il Museo Garda Esiste”. Magari qualche turista avrebbe abboccato, visitando questo gioiellino che, lo scorso anno, a fronte di un costo gestionale di oltre 300.000 €, ha totalizzato solo 600 visitatori paganti, in pratica 500,00 € di spesa per ogni visita pagata. Il turista si sarebbe rincuorato sapendo che, a fronte del parcheggio a prezzo pieno, lui visita il museo spendendo 5,00 € di biglietto, mentre i restanti 495,00 € rimangono a carico dei residenti.
Ovviamente accostare parcheggi e cultura è una provocazione, e nessuno pretende che il museo chiuda in attivo. Il fatto che sia più probabile vincere alla lotteria, piuttosto che trovare qualche persona in coda alla biglietteria è comunque indice di possibili disfunzione sul fronte cultura. Anche il fatto che gli eporediesi paghino a piè di lista, senza obiezioni, e senza interessarsi della cosa pubblica, è indice di possibili disfunzioni sul fronte cultura.

Arancione come carota
L'intelligenza dei nuovi parcometri non è sufficiente per riconoscere a vista i residenti. Gli eporediesi necessitano di apposita tessera per fruire dello sconto. Pochi lo sanno! La tessera è arancione. Non si capisce se la tinta dipenda da una scelta estetica (contrasta bene con le strisce blu) o se, nella città dei cavalli, derivi dal principio equestre del bastone (pagamento) e della carota (sconto). L'aggeggio costa 3,00 € e in pratica vanifica venti ore di sconto.

ZTL intelligente
Un abitante del centro città con 3,00€ viene riconosciuto come eporediese da Ivrea Parcheggi. Per fare la stessa cosa col Comune di Ivrea, e ottenere un permesso di transito in ZTL, necessita di 10 volte tanto (16,00 € di marca da bollo sulla domanda e 16,00 € sul permesso). Il Consiglio Comunale, a oggi, non è stato in grado di trovare una soluzione più vantaggiosa per i cittadini. I parcometri intelligenti, interrogati sul tema, hanno suggerito di affidare a Ivrea Parcheggi anche la gestione della ZTL, ma evidentemente hanno un interesse di parte.

Roberto Luccio

Articoli correlati (da tag)

Altro in questa categoria: « Miss Tery Corso d'acqua »
Torna in alto