Trasparenza della Pubblica Amministrazione: sarà vera gloria?

Rimanendo in tema di trasparenza e di chiarezza dell’azione amministrativa ricordiamo che entro il 31 gennaio dovrebbe venire resa pubblica la risposta alla domanda, esplicitata in una mozione del Consiglio Comunale di fine dicembre, sulla regolarità dell’affidamento, senza gare né richieste di preventivi, al Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese (CIPC), da parte della Fondazione Guelpa, del piano di gestione della candidatura Unesco.
Va altresì ricordato che il C.I.P.C. è un ente pubblico specializzato nelle realizzazione di aree industriali che poi vengono vendute a prezzi calmierati alle imprese che necessitano di spazio per la loro attività. La redazione di un piano di gestione per una candidatura Unesco non è certo un’attività tipica del Consorzio tant’è che la gran parte del lavoro è stata affidata discrezionalmente a consulenti esterni cosa che avrebbe potuto tranquillamente fare il coordinatore della candidatura che peraltro di tale compito era stato formalmente incaricato e di conseguenza pagato.
Abbiamo notato, in fase di elaborazione della mozione, che il bilancio 2015 del C.I.P.C. non si sarebbe chiuso in attivo senza questa cospicua entrata. Abbiamo allora svolto un’analisi più approfondita della gestione di tale ente e abbiamo visto come per due anni di fila, il 2012 e il 2013, il bilancio sia stato pesantemente in passivo rispettivamente per 25.211 e 362.876 euro. Nel 2014 si raggiunge un attivo pari a 2.760 euro; risultato che però viene raggiunto solo grazie ad entrate “straordinarie” non ben specificate pari a 21.374 euro.
Succede più o meno la stessa cosa nel 2015 dove il bilancio nella sua parte ordinaria chiude, nonostante i 49.180 euro del piano di gestione, in negativo per 91.048 euro, ma raggiungendo il segno positivo grazie ad entrate “straordinarie” per circa 23.000 euro e ad una cospicua voce non troppo chiara di “imposte differite” per ben 72.000 euro. Nella Relazione del Collegio dei Revisori al Bilancio si legge che all’ottenimento del segno positivo: “ha contribuito l’iscrizione di un credito per fiscalità differita di 72.000 euro sul presupposto di recuperare tale credito nell’esercizio corrente e nel successivo (2017)”.
Va ricordato che il bilancio 2015, seppur nel modo sopra esplicitato, si è chiuso con un utile di esercizio di soli 2.022 euro. Fa quindi molto pensare che quando abbiamo chiesto il dettaglio delle generiche “spese generali”, pari a 4.918 euro (più del doppio dell’utile che ha fatto chiudere in positivo il bilancio), pagate dalla Fondazione Guelpa al C.I.P.C. per il Piano di Gestione, ci sia stato risposto che derivano dall’applicazione di: “una percentuale del 10% dell’ammontare come previsto abitualmente su incarichi di consulenza per coprire forfettariamente trasferte (comprese quelle a Roma per interfacciarci con il Ministero), spese postali, telefoniche, consegna a mano di documenti, ecc.”

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Intervento del Consigliere Comotto al Consiglio Comunale del 21/12/2016 sul Piano di Gestione Candidatura UNESCO

Sul CIPC ci sarebbe molto da dire, ma avremo altre occasioni per farlo. Ciò che vogliamo evidenziare questa sera è che tale ente, del quale la Città di Ivrea detiene una quota di rilievo e ha il vicesindaco all'interno del cda, nel 2015 (anno interessato dalla questione) ha staccato due sole fatture (la vendita di un terreno a Samone per 144.000 euro e il Piano di gestione per 49.180 euro più IVA) per un valore complessivo di 193.180 euro dai quali vanno però detratte alcune variazioni negative per 112.160 euro per una differenza tra produzione e costi di -91.048
Il bilancio però riesce apparentemente a chiudere con un utile di 2.022 euro grazie alla parte straordinaria nella quale si trovano 25.512 euro di “sopravvenienze attive non tassate” e ben 72.000 euro di “imposte differite” tutte da verificare. Si tratta comunque, come dice anche la voce di bilancio di entrate straordinarie. Se poi andiamo a vedere la composizione della spesa, che assomma a 172.277 euro troviamo che 51.234 euro sono i costi per consulenze tecniche, 31.026 i compensi agli amministratori, 20.513 quelli per il collegio dei revisori, 17.416 per consulenze legali e amministrative il tutto al netto dello stipendio di due dipendenti. Tutto questo per gestire, come detto in precedenza, due incassi in un anno! Forse è il caso che si cominci a fare qualche ragionamento prima che sia troppo tardi se anche nelle relazione del Collegio dei Revisori si legge che: “il trend economico registrato negli ultimi anni dal CIPC non consente di escludere l'ipotesi che vengano meno le prospettive di continuità operativa dello stesso”.
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GUELPA STORY - prima puntata

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In questi giorni invece di ricevere delle risposte alle domande poste negli anni scorsi da ViviamoIvrea, da altri consiglieri comunali di maggioranza e minoranza e dal consigliere di amministrazione della Fondazione Marco Liore, riguardo la mancanza di trasparenza della Fondazione Guelpa, abbiamo dovuto assistere ad una triste messinscena incentrata sulle finte dimissioni del Sindaco che ha avuto come unico risultato lo sviamento dell'attenzione dei cittadini dalle criticità emerse. In queste due ultime settimane non si è infatti parlato d'altro e allora ne parliamo noi evidenziando qualche curiosità.
Cominciamo da lontano. Il 17 maggio 2005 è stata approvata dal Consiglio Comunale una delibera del C.C., la n°30, dal titolo: “Presa d'atto del rendiconto finale dell'esecutore testamentario dell'eredità Guelpa e conferimento beni mobili alla Fondazione Guelpa”
Gli amministratori di allora, probabilmente preoccupati che i soldi del lascito avrebbero potuto essere utilizzati in maniera impropria, inserirono, responsabilmente, un vincolo di indisponibilità dell'ingente patrimonio. Tale passaggio della delibera recita così: “il predetto vincolo di indisponibilità perdurerà inoltre sino al momento in cui, ottenuto il riconoscimento, la Fondazione Guelpa stipulerà con il Comune appositi Accordi di programma, che disciplinino i reciproci obblighi in relazione ai progetti del Museo Garda e della Biblioteca ex Cena”
Un passaggio molto chiaro che dice che fino a quando non verrà fatto un Accordo di programma (un atto pubblico definito dal testo Unico sugli Enti Locali che deve venire approvato in Consiglio Comunale) sia per la Biblioteca che per il Museo i fondi non si potranno utilizzare.
Abbiamo quindi chiesto la settimana scorsa copia di questi accordi di programma, senza i quali la Fondazione Guelpa non avrebbe nemmeno potuto iniziare a erogare contributi e/o pagare spese, e cosa scopriamo? Che semplicemente non ci sono ...
E' normale tutto questo? Chi avrebbe dovuto vigilare? Perché nonostante questo fatto sia già stato esplicitato in Consiglio Comunale nessuno dell'esecutivo muove un dito?
Domande finora rimaste senza risposta. Ci rivediamo alla prossima puntata.
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Vale di più la città di Ivrea o il presidente della Fondazione Guelpa?

Ad Ivrea stiamo assistendo all'ennesimo teatrino tragi-comico dopo quelli già visti in occasione del fallimento del CIC e per la Centrale idroelettrica del Crist, solo per citarne un paio di maggiore rilievo. Passaggi recenti nei quali il Sindaco Carlo Della Pepa aveva già ben chiaro di non avere più una maggioranza sicura, eppure in conseguenza a quei fatti drammatici nulla accadde. La domanda che in molti si pongono oggi è: Se il Sindaco non si è dimesso per problemi di quella gravità, perché le dimissioni ora? Solo per difendere il Presidente della Fondazione Guelpa, personaggio ormai inviso a tutti o per lo meno alla maggioranza dei consiglieri comunali? Davvero il parere della maggioranza del Consiglio vale meno della presidenza della Fondazione? Già, perché un tale strappo? Nessuno riesce a capirlo fino in fondo. Dalla serata di lunedi 10 ottobre nella quale il Consiglio Comunale ha approvato, con i voti determinanti di tre esponenti della maggioranza, una mozione presentata dai consiglieri di minoranza che impegnava il Sindaco a revocare la fiducia al Presidente della Fondazione Guelpa Jalla, in seguito alla quale il primo cittadino eporediese ha rassegnato le sue dimissioni, si sono susseguite una serie di notizie e dichiarazioni che tendono a sviare l'attenzione dal vero fine della mozione stessa.

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Fondazione Guelpa: tante ombre e poche luci

Crediamo sia giunta l’ora di affrontare nella sede istituzionale competente un dibattito franco e definitivo riguardo le modalità di gestione della Fondazione e a questo proposito esprimiamo l’auspicio che, al di là del trovarsi in minoranza o in maggioranza, il Consiglio Comunale eporediese saprà fare quadrato censurando atteggiamenti irrispettosi nei confronti dei propri componenti e dei rappresentanti esterni da esso nominati.
Se non c’è nulla da nascondere non c’è alcun motivo per il quale la documentazione richiesta non debba venire consegnata ai consiglieri comunali. Se le offensive espressioni sopra riportate corrispondono al vero si dovrà inoltre valutare se chi le ha pronunciate sia in possesso della serenità di giudizio e dell'equilibrio relazionale che si richiedono a chi ricopre un ruolo istituzionale rilevante come quello di Presidente della Fondazione Guelpa. 

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Pulizie di primavera

E' risaputo che mettere la polvere sotto i tappeti non risolve il problema della pulizia, ma questa evidente regola di buon senso pare non interessare il nostro Sindaco e la sua giunta. Di polvere accumulata sotto i tappeti del municipio ce n'è già molta ed invece di dare vita a salutari pulizie di primavera il nostro esecutivo insiste nell'accumulare problemi senza risolverne nemmeno uno. A forza di non gestire, o di farlo male, l'ordinario si continua a cercare di tamponare l'evento straordinario sia esso l'amianto nelle scuole e negli edifici pubblici, il fallimento del CIC, l'assenza di manutenzione nelle scuole e negli impianti sportivi, i marciapiedi e le strade colabrodo, la sostanziale inesistenza di piste ciclabili degne di tale nome.

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Quando la trasparenza è uno slogan

Ma è mai possibile che quando si parla di soldi pubblici non possa avvenire tutto alla luce del sole in maniera chiara e semplice in modo che chiunque possa armarsi di calcolatrice e capire quanti denari vengono spesi e come? Tutto chiaro? Tutto lineare? A noi non sembra, ma si vede che alla maggioranza che appoggia l'attuale esecutivo va bene così e intanto nuove magagne sono già in arrivo dietro l'angolo.

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Un mondo all'incontrario

... in tutta risposta dal CIC sono arrivate minacce di adire le vie legali, non si sa bene per quale reato a meno che non siano diventati perseguibili per legge il tentativo di salvare centinaia di posti di lavoro e la ricerca delle colpe, delle omissioni, delle incapacità e delle inefficienze di chi ha portato un'azienda sana sull'orlo del fallimento. Dal lato Guelpa, un tentativo di dialogo portato avanti dalla commissione consiliare per la cultura, al quale abbiamo partecipato attivamente, è stato con prontezza sgretolato e svilito dal recente e sedicente "Appello alla saggezza eporediese" con il quale, con la scusa di voler difendere il Presidente Jalla, che si sa difendere da solo, sono stati lanciati messaggi finalizzati scientemente a intorbidire le acque. Operazione che si riassume in una frase, presa testuale, nella quale si dice che gli obiettivi di chi vorrebbe capire qualcosa in più su questo ente "... non sono a sostengo del bene comune".

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"Appello alla saggezza eporediese": una risposta.

Ricevere risposte autorevoli, in mancanza di un sereno confronto finora rifiutato oltre che dal sindaco, anche dall'attuale presidente della Fondazione, Daniele Jallà, cui l'appello si riferisce, non mi sembra possa causare disorientamento nell'opinione pubblica. Semmai potrebbe aiutare "il pubblico" a farsi "un'opinione", il che è cosa ben diversa. Che poi anche i "media" siano in difficoltà a riportare corrette informazioni mi suona come un'affermazione quantomeno ingiuriosa nei confronti dei giornalisti, a parere dei firmatari incapaci di svolgere il loro lavoro in autonomia di pensiero. Insomma, di cose che stanno in piedi in questo appello non riesco ad intravederne neppure l'ombra, se non la malcelata intenzione di esprimere un legittimo punto di vista, delegittimando quello di altri. Il che, anche a detta di Marcel Proust, non sembra un comportamento molto saggio.

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I nodi e il pettine

Se però accade, come sta accadendo per il CIC, che il maggior responsabile a livello politico (il sindaco) non si presenti alla conferenza dei capigruppo nella quale si sarebbe dovuto discutere proprio di questo tema e non provi nemmeno ad abbozzare una strategia di uscita da condividere con i consiglieri comunali servirà fare qualche riflessione. Oppure se accade che l'assessore alle manutenzioni non partecipi alla riunione sull'amianto con i dipendenti e i sindacati, convocata dai lavoratori per la tutela della loro salute, e non potendo giustificare l'inefficienza della sua azione tenti di scaricare le colpe ai funzionari ci troviamo davanti a segnali inquietanti sulla tenuta del dibattito democratico. In città c'è come l'impressione che, anche se l'estate è ancora lontana, i prossimi saranno mesi caldi.

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