Intervento del Consigliere Comotto al Consiglio Comunale del 21/12/2016 sul Piano di Gestione Candidatura UNESCO

Nella mozione presentata al Consiglio C.le del 10 ottobre, votata a stragrande maggioranza, si chiedeva al Sindaco di revocare la nomina del Presidente della Fondazione Guelpa per la sua inadeguatezza, riscontrata da TUTTI i capigruppo, a ricoprire tale incarico.
Tale forte presa di posizione derivava da una serie di situazioni, culminate nella conferenza dei capogruppo del 5 ottobre 2016, tramite le quali i capigruppo hanno maturato la loro posizione critica. Il Sindaco ha deciso di non assecondare questa richiesta presentando in un primo tempo le proprie dimissioni per poi ritirarle pochi giorni dopo.
La decisione dei capigruppo è maturata senza aver peraltro ancora avuto la possibilità di analizzare la documentazione più volte richiesta e pervenuta solamente poche ore prima del Consiglio Comunale del 27 ottobre scorso (quello del rientro delle dimissioni del Sindaco).
Dalla lettura della documentazione pervenuta, peraltro non tutta, alcuni dubbi che avevamo da tempo si sono dimostrati reali ed allora abbiamo richiesto ulteriori chiarimenti in data 9 novembre, limitandoci, per ora, ad uno solo dei punti critici e cioè l'affidamento dell'incarico per la stesura del Piano di Gestione della candidatura Unesco al Consorzio Insediamenti Produttivi nonostante lo stesso fosse già stato affidato al coordinatore della candidatura come si evince chiaramente dal contratto a suo tempo sottoscritto dallo stesso.
La domanda posta al Presidente della Fondazione era molto chiara e recitava:
si richiede quale tipologia di affidamento è stata utilizzata per l'incarico al Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese per la redazione di tale Piano e la relativa delibera del Consiglio di Amministrazione. Tempo di risposta necessario: 10 minuti.
La risposta è arrivata, dopo sollecito del 21 novembre, solo dopo l'inizio della capigruppo del 23 novembre così che la presente mozione l'abbiamo dovuta far slittare al Consiglio successivo.
Va sottolineato che la delibera di affidamento dell'incarico, nonostante la disponibilità a consegnare/pubblicare le deliberazioni richieste, manifestata in sede di conferenza di capigruppo e nella lettera del 26.03.2015 dal presidente Jalla, non è pervenuta.

Dalla lettura della documentazione pervenuta in prima istanza e dalla successiva integrazione si evince chiaramente che l'incarico al Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese è stato affidato senza gara né una procedura comparativa nonostante la Fondazione Guelpa, come chiaramente e inequivocabilmente specificato dal prof. Cavallo Perin, fosse soggetta alla normativa sugli appalti pubblici ai tempi dell'affidamento. Un minimo di ricerca sul mercato sarebbe inoltre servita almeno a tarare la possibile entità economica di una prestazione come quella per la quale, ovviamente, non esiste un tariffario sul quale basarsi per cui potrebbe essere stata strapagata e questo non è certo un bel modo di amministrare fondi pubblici.
La risposta del Presidente Jalla, che non risponde di fatto alla domanda posta, si conclude con l'affermazione che la questione andrebbe nuovamente approfondita.
L'incarico è del 29 aprile 2015, il parere del prof. Cavallo Perin è del 27 ottobre 2015, più volte abbiamo chiesto delucidazioni su tale questione e non abbiamo mai ottenuto risposta e ora ci sentiamo rispondere che la questione andrà approfondita?
Forse qualcuno non ha la consapevolezza che esistono delle precise responsabilità, anche penali, nel ricoprire l'incarico di Presidente o di Consigliere di amministrazione di una Fondazione. Non sarebbe forse il caso che se ci sono dei dubbi in ordine ad una operazione di questo tipo ci si informi prima?

L'altro lato oscuro di questa vicenda è quello di chi il contributo l'ha ricevuto e cioè il Consorzio Insediamenti Produttivi che senza quell'incasso non avrebbe potuto chiudere in attivo il proprio bilancio.
Di certo non si può affermare che il CIPC sia il massimo esperto in circolazione per la redazione di Piani di Gestione tanto che per l'elaborazione di tale documento ha dovuto rivolgersi a consulenti esterni. Per far fare il lavoro ad altri non c'era alcun bisogno di affidare questo incarico al CIPC, poteva bastare tranquillamente l'intervento del coordinatore della candidatura che oltretutto tale prestazione professionale avrebbe dovuto eseguirla per contratto.

Sul CIPC ci sarebbe molto da dire, ma avremo altre occasioni per farlo. Ciò che vogliamo evidenziare questa sera è che tale ente, del quale la Città di Ivrea detiene una quota di rilievo e ha il vicesindaco all'interno del cda, nel 2015 (anno interessato dalla questione) ha staccato due sole fatture (la vendita di un terreno a Samone per 144.000 euro e il Piano di gestione per 49.180 euro più IVA) per un valore complessivo di 193.180 euro dai quali vanno però detratte alcune variazioni negative per 112.160 euro per una differenza tra produzione e costi di -91.048
Il bilancio però riesce apparentemente a chiudere con un utile di 2.022 euro grazie alla parte straordinaria nella quale si trovano 25.512 euro di “sopravvenienze attive non tassate” e ben 72.000 euro di “imposte differite” tutte da verificare. Si tratta comunque, come dice anche la voce di bilancio di entrate straordinarie.
Se poi andiamo a vedere la composizione della spesa, che assomma a 172.277 euro troviamo che 51.234 euro sono i costi per consulenze tecniche, 31.026 i compensi agli amministratori, 20.513 quelli per il collegio dei revisori, 17.416 per consulenze legali e amministrative il tutto al netto dello stipendio di due dipendenti.
Tutto questo per gestire, come detto in precedenza, due incassi in un anno! Forse è il caso che si cominci a fare qualche ragionamento prima che sia troppo tardi se anche nelle relazione del Collegio dei Revisori si legge che: “il trend economico registrato negli ultimi anni dal CIPC non consente di escludere l'ipotesi che vengano meno le prospettive di continuità operativa dello stesso”.

Francesco Comotto

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