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Lunedì, 22 Luglio 2013 23:12

Tempo di bilancio

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Il bilancio preventivo è il documento base di tutta la programmazione e la gestione di un ente pubblico, come di un'azienda privata. Si redige una volta l'anno e si tratta di un documento sostanziale quanto "ordinario" che andrebbe ben ponderato e condiviso con il maggior numero di persone che potrebbero, in base alle singole competenze e conoscenze, apportarvi migliorie e integrazioni. Funzionari, responsabili di servizio, amministratori e chissà se mai si riuscirà: cittadini. In tempi di crisi come quello attuale sarebbe utile lasciar perdere barriere ideologiche inadeguate e provare a fare un passo avanti, facendo si che tutti i rappresentanti, eletti dai cittadini a rappresentarli, potessero partecipare al processo decisionale per trovare, insieme, risorse e ridurre spese in nome di quel pareggio sempre più difficile da ottenere per i tartassati enti locali. Grazie al federalismo all'incontrario, per il quale dobbiamo ringraziare le armate leghiste dei passati decenni, i Comuni oggi sono diventati gli esattori dello Stato e per sopravvivere devono tosare per benino i propri cittadini contribuenti. Senza che, in questo processo di finto decentramento, si sia provato ad inserire parametri perequativi nella fiscalità locale perchè forse Trento non è uguale a Gioia Tauro.

Fatte queste premesse veniamo ai problemi di casa nostra. Condivisione che? Partecipazione di chi? Eppure in campagna elettorale l'attuale maggioranza si sperticava nel promettere cambiamenti epocali in questo senso ed ora? Come non perdeva occasione per promettere riduzioni tributarie a destra e a manca soprattutto alle attività commerciali e produttive, per agevolare la ripresa dicevano, mentre stiamo toccando con mano quanto si trattasse di pura propaganda pre-elettorale. Ricordiamo che l'attuale giunta è l'esatta fotocopia della precedente, i conti quindi li conosceva bene e che il bilancio preventivo 2013 era già pronto in primavera ma è rimasto in un cassetto per banali motivi elettorali. Se questo è comprensibile, seppur biasimabile, si sarebbe potuto evitare di promettere un roseo ed imminente futuro di ripresa per qualche manciata di voti.
Arriviamo all'attualità. Passati due mesi dalle elezioni, nel pieno del periodo estivo, tradizionalmente situato in terra olivettiana tra luglio ed agosto, ci si accorge che è diventato urgente approvare il bilancio, ma non lo era già sei mesi fa? Ecco che, senza condividere nulla con i consiglieri, viene pubblicata la bozza di bilancio varata dalla giunta, emendabile entro il 22 luglio per andare in consiglio il 29! Visto che buona parte dei consiglieri si sta godendo una meritata vacanza il bilancio non passa nelle commissioni o, in quelle in cui si porta, si lavora a ranghi ridotti. Il regolamento del Consiglio Comunale dice infatti, a ragion veduta, che dal 10 luglio al 20 agosto non si dovrebbero convocare sessioni dello stesso se non per motivi di urgenza. Quello che è certo è che il bilancio non è più urgente oggi di quanto lo sarebbe stato a marzo e che, contando che ad agosto l'attività lavorativa si riduce, non ci sarebbe alcun problema ad approvarlo a settembre quando i dati nazionali potrebbero essere definiti.
Al di là della polemica politica fine a se stessa, che non ci interessa, non sarebbe stato meglio, visti i tempi difficili e l'insediamento di un Consiglio quasi tutto nuovo, lavorare insieme, maggioranza e minoranza, per analizzare da diversi punti di vista centri di costo, fonti di entrata, tagli di spesa improduttiva e così via? Non sarebbe stato più serio prendersi il tempo necessario, visto che il termine per l'approvazione del bilancio è stato spostato a settembre? Il governo non ha ancora deciso nulla su Tares e IMU e si rischia di redigere un bilancio già vecchio il giorno dopo l'approvazione.
Riusciranno a capire gli attuali gestori del potere che bisogna cambiare passo e modalità di fare politica altrimenti si andrà a sbattere contro un muro? Per ora pare di no, ma ci piace pensare positivo e credere che, passata la pausa estiva, si troverà l'occasione per provare a fare qualche ragionamento sul bene comune e sul benessere della collettività al di fuori delle "fumose stanze" di un partito, il PD, che in autunno sarà inevitabilmente qualcos'altro rispetto a oggi.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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