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Crescono in città consapevolezza e preoccupazione per il devastante progetto di elettrificazione che interessa il tunnel ferroviario sul Lungo Dora. Progetto descritto, unitamente alla valutazione di realistiche e non impattanti alternative, in precedente intervento.

Facciamo da queste righe i complimenti all’Assessora con delega alla cultura, commercio e turismo Casali, quando ci vuole ci vuole, per essere riuscita, nonostante una Giunta piuttosto tiepida sull’argomento, a portare ad Ivrea il titolo di Capitale italiana del Libro. Valutiamo anche positivamente gli eventi che hanno cominciato ad animare e animeranno la città nel prossimo futuro a partire dalla gioiosa parata, concepita dall’eclettico eporediese Cosmo, che ha di fatto aperto le danze. L’idea di unire agli incontri più istituzionali e formali un momento di festa pop certamente apprezzata dai giovani depone anch’essa a favore delle iniziative messe in campo dall’Assessora, nominata solo nel marzo del 2020 anche a seguito della revoca della carica da parte del Sindaco dell’allora vice-Sindaca Ballurio.

Alle votazioni del 12 giugno l’affluenza alle urne è stata pari al 54,72% per quanto riguarda le elezioni comunali e al 20,8 % per i 5 quesiti referendari.

Nel Programma commerciale 2021 di RFI si legge "La linea Chivasso - Ivrea risulta tra le più critiche per la presenza di numerosi passaggi a livello. Gli interventi saranno finalizzati in particolare al miglioramento della regolarità dei servizi e all'eliminazione dei passaggi a livello più critici" (p. 315). Che la tratta sia “tra le più critiche” è realtà evidente. Che la pur necessaria eliminazione dei passaggi a livello sia misura sufficiente a restituire funzionalità alla linea è tesi insostenibile.

Lunedi 30 maggio è andato in scena il Consiglio Comunale in cui è stato approvato, con i soli voti della maggioranza, l’ultimo bilancio previsionale “effettivo” dell’attuale amministrazione tenendo conto che il prossimo sarà quello varato per il 2023, anno in cui si svolgeranno le elezioni comunali per la nostra città per cui si tratterà di un documento contabile di transizione.

Lo abbiamo detto e ripetuto allo sfinimento nella campagna elettorale che ha preceduto le elezioni del 2013: “Andiamoci piano a promettere opere pubbliche fantasmagoriche. Se si conosce il trend storico, e quindi la reale disponibilità di risorse nel bilancio della città, non si possono creare aspettative di fatto irrealizzabili”.

La situazione in città da parecchio tempo è talmente fluida che diventa difficile stare dietro alle molteplici criticità che quotidianamente si aggiungono ai tanti problemi già esistenti. Sono passati quattro anni dall’inizio del mandato amministrativo e sentire ancora oggi alcuni componenti di maggioranza, privi di argomentazioni serie, giustificare ogni problema attribuendone la colpa “a chi c’era prima” ci pare un esercizio sterile e quanto mai inopportuno giunti ad un solo anno dalle prossime elezioni.

La settimana scorsa scrivevamo dell’assenza della Politica, quella con la “P” maiuscola, da quel dibattito pubblico che dovrebbe portare i potenti della Terra a prendere decisioni importanti per garantire la vita e il benessere di tutti sul Pianeta.

Viviamo un tempo che mai ci saremmo immaginati di vivere anche solo una decina di anni fa.  A dirla tutta molte delle emergenze che oggi stanno modificando le nostre vite, dai cambiamenti climatici alle pandemie, dalle guerre all’aumento esponenziale della povertà in tutto il Globo, sono state ipotizzate come molto probabili da molte persone, gruppi, associazioni, ma per nulla considerate dalla politica.

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