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Agatha Christie, la più grande scrittrice di gialli al mondo, oltre che per i suoi romanzi è ricordata anche per la famosa frase: «un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, tre diventano una prova». Con tutti i distinguo del caso prendiamo in prestito le sue parole per evidenziare quella che sta diventando un’abitudine dell’attuale maggioranza di governo cittadino, con particolare riferimento a qualche componente della Giunta eporediese, ma andiamo per ordine.

La scorsa settimana abbiamo parlato di come l’evoluzione umana, dopo centinaia di anni di miglioramenti, pare aver imboccato una strada involutiva che ci sta portando ad una regressione sociale e morale molto preoccupante.

La storia ci dice che l’homo sapiens, il primo uomo anatomicamente moderno, apparve sulla Terra intorno a 200.000 anni fa, prima i nostri progenitori avevano le sembianze di primati e ominidi. Fu solo parecchi millenni dopo, intorno all’8.000 A.C. che l’uomo scoprì l’agricoltura, ma fu solo con l’invenzione della scrittura, avvenuta circa 5.000 anni dopo (3.000 A.C.), che si fa ultimare quella che viene definita preistoria per dare inizio alla storia umana.

L’articolo della settimana scorsa era incentrato sul poco rispetto della maggioranza nei confronti del Consiglio Comunale e sul ripetuto uso di fantasiose narrazioni, non suffragate dai fatti, finalizzate a distorcere la realtà. Invece di riconoscere i propri errori gli assessori e i consiglieri di maggioranza, non tutti ad onor del vero, preferiscono prendere come un attacco personale ogni critica avanzata dalla minoranza cercando maldestramente di difendere il proprio operato negando pure l’evidenza.

L’esempio lampante di ciò si è palesato fin da subito nella risposta a un’interpellanza sulla scarsa attenzione dell’esecutivo nei confronti del Cimitero comunale. Nel caso specifico si chiedeva per quale motivo fosse stato posato in alcuni viali del cimitero del materiale grossolano al posto del normale ghiaietto che si utilizza in questo tipo di contesto. Per avvalorare quanto segnalato sono state allegate al documento anche delle fotografie alquanto esplicative. Nonostante l’evidenza l’assessore interpellato è riuscito a dire in un primo tempo che quelle foto erano state fatte da un’altra parte per correggersi subito dopo sostenendo che quel pietrame era lì già da diverso tempo. Si tratta del tipico caso in cui per riparare a una gaffe invece di riconoscere quanto segnalato, si peggiora la situazione inventando un’altra bugia. Già, perché ci sono altre fotografie, non allegate all’interpellanza, che immortalano gli stessi vialetti senza pietroni solo qualche settimana prima ed il camioncino che ha portato il carico incriminato al Cimitero con ancora il suo bel carico di ghiaione grossolano, inadatto al contesto, prima di venire scaricato. Bugie su bugie esclusivamente finalizzate a screditare la cittadina che le ha scattate ed il sottoscritto che le ha portate all’attenzione dell’Amministrazione.

L’interpellanza non si limitava a questo aspetto, ma anche al fatto che esiste un capitolato che richiedeva alla ditta che gestisce il Cimitero, quale intervento di manutenzione ordinaria, di spargere ogni anno non meno di 25 quintali di ghiaietto fine per chiudere buche e sistemare vialetti e ciò non ci risulta essere stato fatto. Anche qui risposta sibillina e tutta da appurare perché in un primo passaggio l’assessore  ha detto che la ghiaia non era stata posata perché non ce n’era bisogno (?!?) e poi che la mancata fornitura e posa della ghiaia era stata sostituita con la pulizia delle caditoie. Cosa magari anche fattibile, ma che dovrebbe essere avvalorata formalmente quantomeno da una relazione tecnico-economica del funzionario responsabile, ma non essendo arrivate risposte su questo e dietro nostra sollecitazione è uscito che sarebbero comunque stati posati 48 mc di ghiaia. E’ quindi molto probabile che se non avessimo deciso di presentare un’interpellanza in Consiglio Comunale l’ente avrebbe subito il suo bel danno per inadempienza contrattuale nel silenzio più assoluto. Sarà il caso che nelle prossime settimane venga portata all’attenzione dei consiglieri la documentazione che attesti in maniera ufficiale la correttezza e la legittimità di quanto accaduto.

Nel  prosieguo del Consiglio si è poi discusso del fallimento dell’agognata Variante al PRG con la maggioranza che, in difesa dell’Assessore, ha minimizzato il disastro come se nulla fosse accaduto, ma di questo abbiamo già parlato.

Si dice non ci sia il due senza tre ed ecco che proprio all’ultimo punto all’Ordine del Giorno viene presentata una proposta di delibera sugli equilibri di bilancio. Allegati a questa ci sono schemi e tabelle stabilite dalla Legge tra i quali alcuni elenchi di opere pubbliche facenti parte del Piano Triennale progettate, iniziate o previste. Come al  solito ogni occasione è buona per fare un po’ di propaganda e l’Assessore si è sperticato in un lungo elenco di opere che è già stato cambiato almeno quattro o cinque volte in tre anni. Alla domanda di un Consigliere di minoranza su quale fosse lo stato di avanzamento delle progettazioni l’Assessore ha snocciolato una serie di numeri che non coincidevano con quelli presenti nella documentazione trasmessa ai consiglieri. Anche in questo caso si è cercato, superficialmente, di minimizzare dicendo che probabilmente si trattava di un refuso, ma che i numeri letti dall’Assessore fossero quelli giusti. Come minoranza ci siamo impuntati chiedendo alla Segreteria Generale se fosse possibile mettere in votazione un documento contabile con i numeri palesemente sbagliati ed allora, dopo lungo penare, l’esecutivo ha deciso di richiamare in aula il Dirigente per correggere l’errore e potendo in tal modo ridistribuire ai consiglieri la documentazione corretta. Come sia possibile che l’Assessore avesse una tabella e tutto il resto del Consiglio un’altra è un punto che andrebbe chiarito, ma questa è un’altra storia.

Chiudiamo con l’ennesima bugia fatta circolare negli ultimi tempi dalla maggioranza a seguito della sistemazione più che opinabile di piazza Maretta. Alla luce delle molteplici proteste e di una raccolta firme dei residenti nel quartiere è stato detto dall’esecutivo che  si tratta di una sistemazione “temporanea”. Chi si è spinto fino in quella graziosa piazzetta triangolare e ha visto i massicci basamenti di cemento armato a supporto delle panchine avrà verificato con i suoi occhi che di temporaneo c’è ben poco. Oltre la bruttezza della soluzione adottata ciò che colpisce è la pervicacia da parte di Ivrea Parcheggi, ovviamente supportata dalla Giunta, di realizzare in ogni spazio disponibile dei parcheggi a pagamento che oltre tutto in quella minuscola piazza sono pure in pendenza e piuttosto disagevoli. Ma è mai possibile che in tutta Europa i centri storici siano pedonali e ingraziositi con arredo urbano e verde e noi dobbiamo continuamente vedere opprimenti colate di cemento e automobili parcheggiate ovunque?

Abbiamo più volte scritto in questo spazio di come il Consiglio Comunale eporediese abbia subìto, negli ultimi tre anni, una caduta di livello non indifferente e non solo nei contenuti, ma anche nella forma che, trattandosi di un organismo istituzionale, dovrebbe avere un suo peso.

Nell’ultimo Consiglio Comunale i presenti hanno assistito ad una scena che mai sei era vista, per lo meno negli ultimi 8 anni, durante una seduta dello stesso.

Ultimamente l’Amministrazione eporediese sta sfornando una serie di comunicati stampa che sfiorano il ridicolo. Accortisi del poco che è stato fatto fino ad ora, ad oltre tre anni dall’inizio del mandato, si cerca di dipingere un quadro inesistente mistificando pure la chiara evidenza dei fatti.

Giovedì, 15 Luglio 2021 17:28

Il mercato cittadino è fermo al palo

Se chiediamo alle prime persone che incontriamo per strada cosa ne pensano della politica probabilmente ci diranno che non interessa loro anche perché “tanto non cambia mai nulla”.

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