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Abbiamo appreso dai giornali dell’appello di 7 sindaci, tra cui quello di Ivrea, alla Città Metropolitana di Torino e alla Regione Piemonte per chiedere una deroga alle limitazioni del traffico scattate per l’eccessivo tasso di inquinamento dell’aria nelle loro città. Si tratta di un’iniziativa quantomeno singolare che la dice lunga su quanto vengano prese sul serio le problematiche sanitarie legate all’aria sempre più irrespirabile che quotidianamente ammorba i centri urbani, soprattutto nelle ore di punta, con continui e massicci sforamenti di svariati parametri tra i quali spiccano le polveri sottili altresì definite particolato atmosferico.

Con l’arrivo del 2022 siamo praticamente arrivati a due anni dall’inizio della pandemia senza che l’evoluta società globale sia riuscita a trovare una soluzione per sconfiggere Covid 19.

Difficilmente il prossimo anno sarà “tre volte Natale e festa tutto il giorno” come cantava il buon Lucio Dalla in una sua famosissima canzone. Dopo due anni di pandemia e nonostante restrizioni, chiusure e riaperture questo fine 2021 non promette nulla di buono con una preoccupante ripresa dei contagi. Non vogliamo però con questo articolo aggiungere la nostra voce alle tante che ormai quotidianamente si pronunciano, spesso a sproposito, sul tema Covid 19 perché se una cosa l’abbiamo capita è che la comunicazione e l’informazione ufficiali in questi ultimi due anni non sono state in grado di dare ai cittadini delle risposte chiare alle tante domande che ognuno di noi si è posto e si pone e quindi è meglio non aggiungere confusione a confusione.

E’ dai tempi della precedente amministrazione 2013-2018 che sosteniamo la necessità di mettere mano pesantemente ad una revisione generale dell’attuale Piano Regolatore Generale.

Quando uscirà questa edizione del giornale, martedì, si sarà già svolto l’ultimo Consiglio Comunale. Come i lettori sapranno il Consiglio Comunale viene convocato dal Presidente  sentita la Conferenza dei Capigruppo che, solitamente, viene convocata nella settimana precedente. Entro la data di svolgimento della Conferenza devono essere presentate le proposte di delibera, le mozioni e le interpellanze. Queste ultime due quasi sempre su iniziativa dei gruppi di minoranza.

La pandemia ha messo in luce diverse criticità nei servizi pubblici essenziali a partire dalla sanità. Una sanità pubblica una volta di eccellenza che nei decenni scorsi ha subito un costante svuotamento spostando verso il privato i servizi più remunerativi e meno problematici. Ad esempio il privato non si è preso di certo in carico nessun servizio di emergenza h24 o la cura delle patologie più costose, quelle che non consentono di incamerare cospicui profitti.

Qualcuno vorrebbe trasformare l’Italia dei Comuni nell’Italia delle multinazionali altrimenti definibili, nel caso specifico, come grandi società multi-servizi quotate in Borsa.

La scorsa settimana abbiamo accennato a un attacco al Presidente del Consiglio comunale partito dalla vice Sindaca durante la discussione dell’ennesima variazione di bilancio. Variazione che fa parte di una serie susseguitasi nell’anno per tamponare emergenze o inseguire bandi dall’esito per nulla scontato. Sarebbe infatti anche interessante capire quanti dei bandi ai quali questa maggioranza ha detto di aver partecipato siano andati a buon fine, ma la trasparenza e la condivisione dell’attività della Giunta sono diventati merce rara per cui poco o nulla sanno i consiglieri comunali soprattutto in tema di bilanci e investimenti, altro che processi partecipativi.

L’abbiamo già scritto più volte e ci tocca, purtroppo, ripeterlo: in questo mandato amministrativo il Consiglio Comunale ha subito un’involuzione che mai ci si sarebbe potuti aspettare. Consiglio Comunale che dovrebbe essere l’organo di massima rappresentanza di tutti i cittadini che tramite il loro voto ne hanno determinato la composizione suddividendolo, in base alla legge, in maggioranza e minoranza. Il funzionamento del Consiglio Comunale è stabilito dall’art. 42 del Testo Unico degli Enti Locali che lo definisce come l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.

L’indirizzo e il controllo sono due funzioni fondamentali per il dibattito democratico e un amministratore pubblico dovrebbe conoscerle bene creando le condizioni per fare sì che queste si possano esplicitare nella massima trasparenza e chiarezza nei confronti dei consiglieri comunali , ma anche dell’opinione pubblica. L’articolo del TUEL definisce molto chiaramente uno per uno tutti gli atti fondamentali di competenza del Consiglio e specifica che lo stesso “partecipa alla definizione, all'adeguamento e alla verifica periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e dei singoli assessori”. Cosa finora mai accaduta sotto le rosse torri.

Sostanzialmente diverse sono le competenze dell’organo di governo e cioè della Giunta Comunale che ai sensi dell’art. 48 comma 2: “compie tutti gli atti […] che non siano riservati dalla Legge al Consiglio […]; collabora con il Sindaco nell'attuazione degli indirizzi generali del Consiglio; riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello stesso”.

Basta una semplice lettura per capire quali siano i compiti, i ruoli e le competenze che spettano a consiglieri ed assessori, ma nonostante siano passati 3 anni e mezzo dall’insediamento della nuova Amministrazione buona parte dei componenti della maggioranza continua ad interpretare a modo suo quanto la Legge stabilisce molto chiaramente.

Il problema sostanziale è che alla luce della scarsa, se non nulla, partecipazione al dibattito dei consiglieri di maggioranza alcuni assessori tentano di sopperire, impropriamente, andando ben oltre quelle che sono le funzioni loro attribuite dalla Legge.

Tornando ai compiti fondamentali di “indirizzo e di controllo” che spettano al Consiglio è facile capire che per poter svolgere appieno il proprio compito i consiglieri dovrebbero venire resi edotti di tutto quanto la Giunta mette in cantiere e per fare questo dovrebbero venire muniti, in tempo utile, di tutti gli atti che dovranno approdare all’esame del Consiglio. Capita invece che le notizie le si debbano apprendere dai giornali e che in occasione della Conferenza dei Capigruppo o delle Commissioni consiliari, neppure chiedendola con largo anticipo, la documentazione non venga consegnata oppure messa a disposizione all’ultimo minuto. Spesso, troppo spesso, quando si parla di bilanci o di variazioni di bilancio è capitato che la documentazione arrivi addirittura a Capigruppo iniziata da un bel po’ di tempo.

Per ciò che attiene invece all’indirizzo è chiaro che per poter agire propositivamente, nell’interesse della città e dei cittadini, sarebbe necessaria un minimo di partecipazione trasversale imperniata su una condivisione di intenti, visioni, politiche pubbliche, idee, programmi, intenzioni e invece tutto ciò che viene discusso in Consiglio Comunale arriva già pre-confezionato e senza possibilità di modifica svilendo uno dei compiti più importanti dell’organo eletto dai cittadini che in tal modo non vengono rappresentati.

C’è talmente tanta confusione che abbiamo dovuto far notare più volte al Presidente del Consiglio che si sta uscendo dall’alveo istituzionale con assessori che invece di rispondere puntualmente agli interpelli dei consiglieri fanno propaganda politica esulando dalle domande poste. Nell’ultimo Consiglio si è pure dovuto assistere ad una sguaiata accusa da parte della vice-Sindaca al Presidente del Consiglio reo, a suo dire, di non saper tenere a bada la minoranza. Il problema è che se la minoranza se ne sta in silenzio tutto va bene, quando invece osa confutare o criticare, assolvendo al proprio compito istituzionale e motivando le proprie posizioni, provvedimenti della Giunta, in primis i bilanci, scatta la replica della controreplica con ridondante manfrina finale su quanto questa maggioranza ha fatto per la città, argomento per nulla pertinente con il dibattito in corso.

A questo proposito negli ultimi consigli comunali e nelle dichiarazioni pubbliche che ne sono seguite abbiamo dovuto ascoltare e/o leggere delle dichiarazioni da parte di assessori che ci hanno lasciati esterrefatti. Siamo arrivati addirittura al dileggio del Consiglio Comunale e sarebbe ora che il Sindaco e il Presidente del Consiglio, quest’ultimo pesantemente attaccato da una componente della sua stessa maggioranza, prendessero posizione e fermassero questa deriva istituzionale che la città non merita e che non promette nulla di buono.

Sono state presentate e discusse nel Consiglio Comunale di lunedi 25 ottobre ben due interpellanze sulla Biblioteca civica da parte di gruppi di minoranza tra cui Viviamo Ivrea.

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