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In Italia nel corso dei decenni si è molto sfumato il concetto di Stato inteso come quella organizzazione, imperniata sul bene comune, in grado di rendere più equa e giusta la società. L’interesse della collettività si è sempre più spostato verso l’interesse privato e la politica poco o nulla ha fatto per contrastare questo fenomeno. Un’interpretazione dell’economia basata esclusivamente sul mero profitto, senza considerare gli effetti sociali che ciò avrebbe potuto comportare, ha fatto il resto.

Il 2020 rimarrà un anno difficile da dimenticare per una pandemia che non si è ancora riusciti a sconfiggere a livello globale nonostante l’impegno profuso dall’intero mondo scientifico internazionale. In tutti questi mesi il grande assente è stato certamente la politica che invece di seguire l’esempio di apertura e collaborazione del mondo scientifico ha preferito rinchiudersi in sé stessa. A partire da nazionalismi e regionalismi vari fino ad arrivare agli enti locali nei quali, in pratica, da febbraio non c’è più stato un dibattito e un confronto condiviso e democratico sul da farsi.

Da tempo lamentiamo la mancanza di un confronto reale e in presenza per discutere delle problematiche che caratterizzano la nostra quotidianità. Il modo in cui la politica, quella che conta, sta gestendo questa delicata fase porge il fianco a facili critiche per l’elevato grado di incertezza nel quale ogni cittadino si deve muovere.

Nelle ultime settimane abbiamo dovuto assistere ad un penoso teatrino sulla questione del nuovo ospedale eporediese che evidenzia una volta di più, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la sconfitta della politica dei partiti.

Nell’ultimo Consiglio Comunale la maggioranza ha bocciato una mozione dell’intera minoranza che impegnava la Giunta a prendere iniziativa riguardo il tema dei rifiuti con particolare riguardo a quelli provenienti dalle mense, accatastati fuori dai cassonetti in prossimità delle scuole.

“Sbaglia, sbaglia chi non cambia
Chi genera paura, chi alimenta rabbia
La convinzione che non cambierà mai niente
È solo un pensiero che inquina la mente

[…]

C’è che siamo padroni di tutto e di niente
C’è che l’uomo non vede, non parla e non sente
Qui c’è gente che spera in mezzo a gente che spara e dispera l’amore
Qui c’è chi non capisce che prima di tutto la vita è un valore

La Serra di Cappai e Mainardis, costruita nel cuore della città, avrebbe dovuto fungere, secondo la volontà dei progettisti, da cerniera tra il moderno della nuova futuristica costruzione e l’antico del centro storico eporediese e tra i frequentatori esterni e i cittadini residenti.

Con la pandemia da coronavirus stiamo vivendo un periodo della nostra vita che mai avremmo immaginato possibile anche solo qualche  anno fa. Si tratta di una fase molto critica che una politica disattenta e troppo incentrata sul denaro e sulla ricchezza materiale non ha saputo affrontare con la necessaria determinazione.

Con tutti i media incentrati sull’emergenza covid proviamo ad accendere un faro anche sull’asfittica vita politica della città.

Superata la soglia nazionale di 11.000 nuovi positivi al Covid 19 in un solo giorno siamo di nuovo in emergenza pandemia.

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