Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Martedì, 28 Gennaio 2020 17:21

Giochi di potere

Written by

Il Consiglio Comunale del 22 gennaio scorso ha messo in chiara evidenza l’assenza di un progetto politico-amministrativo chiaro e condiviso dalla maggioranza a trazione leghista uscita vincente dalle ultime elezioni amministrative.

Nella campagna elettorale e nei primi mesi di mandato il Sindaco si era dichiarato il garante di un equilibrio grazie alla presenza di due formazioni civiche, ma con il passaggio di due consigliere alla Lega la maggioranza si è spostata decisamente verso questa forza politica che ora può contare 6 consiglieri su 11. Come detto in apertura, nell’ultimo Consiglio è emerso chiaramente lo sbilanciamento della maggioranza e del Sindaco stesso verso la Lega che in diverse occasioni ha imposto la propria linea seppur in chiara divergenza da quella degli altri colleghi che si sono però dovuti piegare ai diktat di partito.

L’episodio che ha maggiormente messo in luce questa diversità di vedute, tra le anime più integraliste della Lega e l’ala più moderata della maggioranza, è stato quello relativo alla mancata approvazione, per la seconda volta, della Dichiarazione di emergenza climatica ormai riconosciuta da oltre 600 Consigli Comunali in tutto il mondo (oltre 70 in Italia), da decine di Stati nazionali, da otto Regioni italiane, dal Parlamento Europeo, dalla Camera dei Deputati. Una prima volta questa richiesta di “Dichiarazione di emergenza climatica” era stata avanzata nel luglio del 2019 da Viviamo Ivrea,  tramite una mozione poi bocciata dalla maggioranza, mentre ora ha trovato l’appoggio di tutte le forze di minoranza nel portare in aula, facendola propria, una petizione elaborata dal nascente gruppo di Friday for Future Ivrea sottoscritta da oltre 1000 cittadini. 

Come è noto la posizione della Lega a livello nazionale è di tipo negazionista e ha trovato nella consigliera eporediese Anna Bono una strenua sostenitrice della teoria secondo la quale le evidenze scientifiche che ci mettono in guardia dai pericoli che l’intera umanità correrà nel prossimo futuro siano solamente delle congetture strumentali di sparuti ambientalisti catastrofisti. Secondo questa corrente di pensiero i cambiamenti climatici non deriverebbero da una causa antropica. Tutto questo nonostante la stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale e le più autorevoli istituzioni che studiano i fenomeni climatici continuino a sostenere l’esatto contrario sollecitando l’intera comunità internazionale e la politica a non rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo. Una di queste organizzazioni, l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, che tradotto significa Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), è stata appositamente istituita nel 1988 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall'United Nations Environment Program (UNEP) con uno sforzo da parte delle Nazioni Unite per fornire ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico e sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici. Tale organismo annovera tra i propri membri ben 194 Paesi di tutto il mondo ed elabora ogni anno un report sullo stato di salute del Pianeta al quale partecipano migliaia di scienziati con il compito di valutare su una base globale, obiettiva, aperta e trasparente le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per comprendere i rischi dei cambiamenti climatici indotti dall'uomo, i potenziali impatti e le opzioni di adattamento e mitigazione.

Con tutto il rispetto per la consigliera leghista se si deve valutare una voce oggettiva e autorevole piuttosto che la sua è molto probabile sia meglio ascoltare ciò che dice l’ONU tramite la comunità scientifica internazionale tramite l’IPCC.

Abbiamo tutti sotto gli occhi, limitandoci alle ultime settimane, i devastanti e drammatici incendi in Australia e le inondazioni a Giacarta con la loro scia di morti e distruzione dell’ecosistema. Oltre alle centinaia di persone decedute si parla di più di 7 milioni di ettari bruciati e di oltre un miliardo di animali morti che giacciono lì dove il fuoco e il fumo li hanno raggiunti in un macabro e spettrale scenario apocalittico. Tutto questo per la maggioranza che ha affossato la mozione/petizione evidentemente non esiste o sono anche queste congetture, se nel dibattito in aula ci hanno incredibilmente chiesto di togliere dal testo la parte dove si “prendeva atto” proprio di queste drammatici eventi da tutti ricondotti ai cambiamenti climatici in atto.

Tornando al parlamentino eporediese però il problema non è tanto quello delle posizioni integraliste di una consigliera, ma il fatto che il resto della maggioranza le sia andata dietro affossando la richiesta senza un minimo di dibattito  sui contenuti. Eppure le dichiarazioni del Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale e dell’Assessore all’ambiente lette sui giornali nei giorni precedenti e l’introduzione del dibattito in aula con l’enfasi messa dal primo cittadino nella lettura della mozione dei ragazzi del Fridays for Future hanno fatto sperare in un esito ben diverso. In maniera assolutamente irrituale per ben due volte il Consiglio Comunale è stato interrotto per diverse decine di minuti durante i quali evidentemente la Lega, riunita in conclave in sala Giunta, ha imposto la linea dell’intransigenza e si è arrivati così al ritiro della mozione da parte dei proponenti per la forzosa proposta di modifica del testo che ne avrebbe snaturato il senso, ma soprattutto non avrebbe recepito integralmente la petizione sottoscritta da oltre mille cittadini.

In conclusione ciò che viene da chiedersi è quale sia oggi il potere decisionale del Sindaco nei confronti di un partito che vuole imporre la propria linea nazionale anche alla nostra città. Sindaco che, come detto in apertura, si era dichiarato garante dell’equilibrio politico in Consiglio e Giunta grazie alla presenza di forze civiche che avrebbero potuto bilanciare le mire dei partiti che lo hanno appoggiato, ma che ora presentano il conto.

Read 128 times
Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

Articoli correlati

Ricevi la newsletter

Viviamo Ivrea autofinanzia totalmente le proprie iniziative
Puoi contribuire in contanti alle riunioni,
oppure effettuando un bonifico
sul c.c. intestato all’Associazione ViviamoIvrea
Banca Popolare Etica:
IBAN: IT44 W035 9901 8990 5018 8523 405
o in alternativa puoi utilizzare PayPal, cliccando sul link qui sotto.

paypall