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Lunedì, 29 Novembre 2021 23:33

Amministrazione a orologeria

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Quando uscirà questa edizione del giornale, martedì, si sarà già svolto l’ultimo Consiglio Comunale. Come i lettori sapranno il Consiglio Comunale viene convocato dal Presidente  sentita la Conferenza dei Capigruppo che, solitamente, viene convocata nella settimana precedente. Entro la data di svolgimento della Conferenza devono essere presentate le proposte di delibera, le mozioni e le interpellanze. Queste ultime due quasi sempre su iniziativa dei gruppi di minoranza.

 

Le interpellanze consistono in domande specifiche ad assessori e/o Sindaco su temi di attualità chiedendo loro, in base alle criticità evidenziate, se e quali azioni siano state intraprese per risolvere tali problemi o comunque cosa si pensi di fare. Prevedono la lettura della richiesta da parte del Presidente del Consiglio alla quale segue la risposta dell’Assessore interrogato dopodiché l’interpellante manifesta la propria soddisfazione, o meno, per la risposta ricevuta. Non c’è dibattito in aula e non si procede ad alcuna votazione.

Le mozioni sono invece documenti con un contenuto politico più rilevante e dopo una serie di premesse su temi specifici di interesse generale concludono impegnando il Sindaco e/o gli assessori a mettere in pratica azioni, programmi, iniziative finalizzate a risolvere i problemi evidenziati. Tali atti vengono formulati dai consiglieri comunali e solitamente vengono utilizzati dalle forze di minoranza. Le mozioni danno vita ad un dibattito e prevedono un voto finale, per questo assumono un importante ruolo politico.

Si tratta di strumenti molto utili al dibattito democratico perché sono una delle poche armi che la minoranza può utilizzare per entrare nel merito delle attività di esecutivo e maggioranza.

Da qualche tempo accade un fenomeno curioso che consiste nel fatto che le richieste poste dalla minoranza tramite interpellanze e mozioni, seppur trattando temi che fino a pochi giorni prima avevano visto l’assoluto disinteresse della Giunta, vengano esaudite nel breve lasso di tempo che passa tra la Conferenza dei Capigruppo ed il Consiglio Comunale oppure nei giorni che lo seguono. Questo è certamente positivo per la città perché vuol dire che uno o più problemi sono stati risolti anche grazie alla spinta propulsiva della minoranza. In un normale processo democratico basato sull’interesse generale dei cittadini non ci dovrebbero essere problemi a riconoscere alla minoranza il proprio impegno mentre, soprattutto negli ultimi tempi, abbiamo dovuto assistere in Consiglio Comunale ad una serie di arzigogolate risposte di assessori che rivendicano la potestà dell’iniziativa sostenendo che sia precedente alla richiesta depositata. Si tratta di una discussione superficiale quanto inutile perché basterebbe riconoscere lo spirito costruttivo della minoranza su determinati argomenti intestandosi piuttosto la risoluzione dei problemi posti invece di voler dimostrare l’indimostrabile.

Chiaramente il fatto che alcune opere o interventi vengano effettuati solo dopo la presentazione di mozioni e/o interpellanze la dice lunga sulla carente capacità di ascolto e sulla mancanza di programmazione dell’esecutivo e della maggioranza tutta.

Detto questo va anche evidenziato che alcune azioni di Sindaco e Giunta, richieste da mozioni della minoranza, vengano attuate nonostante la propria maggioranza le abbia bocciate. Ultimamente questo è accaduto soprattutto con le mozioni che trattano dei problemi dell’ASL dove la maggioranza ha fatto quadrato sostenendo che la situazione non è così drammatica come viene dipinta. Ci sono state arrampicate sugli specchi sulla storia della chiusura dell’ambulatorio medico di S.Giovanni, sullo spreco di denaro pubblico per pagare affitti salati per fabbricati fatiscenti come quello degli Artigianelli in via Aldisio. Qualcuno è pure riuscito a negare le criticità legate al pronto soccorso, alle liste di attesa, alla carenza di personale compresi i primari, alla criticità delle sale operatorie e di tutte quelle strutture indirizzate sui problemi legati al covid 19, alle abnormi cifre erogate al privato e via discorrendo e tutto questo perchè? Purtroppo per un motivo molto semplice, perché la Sanità è competenza regionale ed oggi la Regione ha lo stesso colore politico della maggioranza eporediese. Questo è il livello della politica locale. Che poi da trent’anni si discuta senza esito del nuovo Ospedale o che quello attuale versi in condizioni manutentive, impiantistiche o di messa a norma a volte disastrose pare siano argomenti che non interessano a nessuno.

Un altro caso da evidenziare sempre sul filone sopra esposto sono, ad esempio, le svariate mozioni presentate nel tempo riguardo gli impianti sportivi a partire da quello di S.Giovanni che tra Rugby e Atletica annovera centinaia di ragazzi e di conseguenza famiglie. Dopo anni di nulla ora esce fuori un progetto, non complessivo, mai portato nemmeno in Commissione o presentato ai consiglieri, per una cifra di 650.000 euro che verrà finanziato con un mutuo.

Si tratta di semplici esempi di proposte portate dalla minoranza e in qualche modo poi messe in atto senza un minimo percorso di condivisione, ma tentando piuttosto di intestarsi la paternità dell’idea. Il che dopo tre anni e mezzo di amministrazione della città ci sembra francamente un po’ poco.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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