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Lunedì, 07 Febbraio 2022 22:57

Ritorno al medioevo

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Nell’ultimo Consiglio Comunale è stato presentato un Ordine del Giorno dal titolo: “Sensibilizzazione da parte delle istituzioni al fenomeno delle molestie sessuali collettive (taharrus jama’i)” sottoscritto dai capigruppo della Lega, Anna Bono, del gruppo misto, Maria Piras e di Insieme per Ivrea, Donato Malpede.

 

Già nel titolo, dove viene evidenziato il termine arabo che lo contraddistingue, è chiara l’intenzione di voler attribuire il fenomeno degli stupri di gruppo ad alcune etnie appartenenti in particolare alla religione islamica piuttosto che trattare l’importante argomento in termini universali.

Come spesso usano fare alcune forze politiche populiste note per le posizioni anti-immigrazione e anti-integrazione si parte da un evento specifico, condannabile senza se e senza ma, per poi lanciarsi in disamine antiscientifiche senza alcun elemento reale in grado di dimostrare un qualunque nesso tra comportamenti esecrabili e particolari etnie o categorie di persone. Nell’Ordine del Giorno non viene infatti elaborata un’esaustiva disamina di un certo numero di casi di violenza di gruppo, ma ne vengono estrapolati solo alcuni nel malcelato tentativo di dimostrare tesi indimostrabili. Si legge fin dalla prime righe che le violenze perpetrate a Milano la notte di S.Silvestro sono state messe in atto da: “branchi di giovani immigrati, prevalentemente nordafricani”. Poche righe dopo si legge di un altro episodio dove: “centinaia di donne hanno subito molestie sessuali di massa da parte di giovani di origine nordafricana e mediorientale”. Si tratta di una categorizzazione senza alcun fondamento e insostenibile anche perché termini come: immigrati, nordafricani, mediorientali comprendono milioni di persone e non può certo passare il messaggio che questi siano tutti potenziali stupratori di massa.

Nessuna citazione viene fatta agli stupri di gruppo accaduti in Italia per mano di cittadini italiani, magari di buona famiglia, o alle violenze domestiche nei confronti delle donne ormai diventate una terribile realtà.

Vista l’importanza del tema dai banchi della minoranza abbiamo proposto di ritirare l’OdG per ripresentarlo in una forma più oggettiva e meno ideologica magari condividendone la stesura con un passaggio in Commissione, ma la maggioranza ha preferito votare compatta su quel testo. A rincarare la dose si sono susseguiti alcuni interventi che hanno evidenziato ancora di più la strumentalizzazione messa in atto dai proponenti il documento. La capogruppo della Lega è arrivata a sostenere che questo tipo di violenza di gruppo, quella araba e islamica non la violenza di gruppo in genere, è una modalità peggiore di uno “stupro occasionale” come se ci potesse essere una classifica di questi comportamenti brutali nei confronti delle donne. Sentir pronunciare queste parole da una donna mi ha toccato profondamente. Chi le ha pronunciate dovrebbe andare a chiedere alle donne, alle ragazze, a volte minori, che hanno subito una violenza, non solo fisica, e ai loro genitori se può esistere una differenza tra una modalità e l’altra di violenza il cui esito finale è esattamente lo stesso; traumatico e difficile da rimuovere, per chi l’ha subita.

L’evidente impostazione ideologica dell’OdG emerge chiaramente anche dal deliberato dove si chiede di: “sollecitare moschee, centri di cultura e associazioni islamiche affinché collaborino e intraprendano a loro volta iniziative rivolte a giovani e famiglie al fine di delegittimare e prevenire simili comportamenti” come se il tema della violenza sulle donne fosse una questione solo di certe culture o di certe religioni.

E come la mettiamo con il fenomeno del femminicidio in Italia dove nel 2021 sono stati registrati 289 omicidi, con 116 vittime donne di cui 100 uccise in ambito familiare o affettivo e di queste, 68 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner? Oppure con lo stupro di gruppo di Primavalle a capodanno dove una decina di ragazzi “italiani” ha abusato di alcune ragazzine adolescenti?

Oppure con lo scandalo della pedofilia, anche a livelli molto alti, nella Chiesa Cattolica?

Su certi temi una politica seria e responsabile non giocherebbe con le parole cercando di mistificare fenomeni sociali in preoccupante aumento, ma si adopererebbe per trovare soluzioni condivise scevre da ogni pulsione xenofoba o pseudo-religiosa.

Tornando alla votazione finale spiace aver dovuto vedere allineati e coperti su un Ordine del Giorno strumentale, ideologico e divisivo, come quello proposto dalla Lega, il Sindaco e il Presidente del Consiglio che fino all’altro giorno avevano saputo mantenere, su determinati temi, le opportune distanze non votando a favore o astenendosi. Ma si sa, le elezioni si avvicinano e con esse le candidature e qualche gruppo politico comincia ad alzare l’asticella tutto a discapito della buona amministrazione della Città.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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