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Lunedì, 02 Gennaio 2023 20:53

Facciamo un po' di chiarezza...

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Siamo arrivati a fine anno e mancano pochi mesi alla fine dell’attuale quinquennio dell’Amministrazione cittadina. Nella primavera del 2023, in data ancora da destinarsi, si terranno infatti le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale costituitosi con le votazioni del 2018 che hanno segnato un cambiamento epocale nel governo della città. I cittadini elettori hanno infatti manifestato la volontà di un cambiamento netto, che non c’è stato, rispetto a un passato nel quale, al di là del colore politico, le stesse forze hanno governato per decenni la città comprimendo la spinta innovativa e modernizzatrice tipica invece di forze nuove, civiche e propositive, che si possono muovere in nome del bene comune al di fuori di intrecci pubblico-privato troppo consolidati nel tempo e troppo sotto traccia.

 

Se la vittoria finale è andata alla coalizione di centro-destra, spinta dal vento nazionale, la nostra proposta civica ha ottenuto un risultato lusinghiero che avrebbe potuto assumere ben altra valenza se il Movimento 5 stelle di allora avesse accettato di correre insieme, con un programma comune che nei fatti esisteva, cosa che i vertici nazionali a quel tempo non consentivano, ma oggi la musica è cambiata.

Da mesi ormai sono palesi le divisioni che albergano all’interno di una maggioranza che mai in questi 5 anni ha dato l’impressione di avere un‘idea programmatica, una visione per la città, quanto piuttosto dimostrarsi eterodiretta tanto da doversi dotare di un “capo di gabinetto” col compito di sopperire alla mancanza di un capo politico e di una squadra di governo degna di tale nome. Per vedere come una tale figura non sia necessaria in una città piccola come Ivrea prendiamo in prestito la definizione che ne dà Wikipedia: “Il capo di gabinetto è il funzionario che dirige il gabinetto, vale a dire l'ufficio formato dai più stretti collaboratori di un alto funzionario politico (ad esempio, il capo dello Stato, i presidenti delle Camere o un membro del Governo) o burocratico (ad esempio, il Prefetto), che operano in staff allo stesso”. È palese come una figura di questo tipo non sia prevista per i piccoli enti locali assorbendo peraltro risorse economiche rilevanti con le quali si sarebbe potuto dare vita a molte iniziative utili ai giovani o a quei soggetti deboli che la crisi economica e il covid-19 hanno fatto aumentare a dismisura. Questa nomina di un capo di Gabinetto è passata molto, troppo, in sordina, nonostante le nostre critiche sull’inutilità di un tale figura, peraltro strapagata, che ha invece condizionato fortemente e impropriamente la consiliatura.

Detto questo, fine anno e fine mandato sono occasioni per fare un po’ di bilanci e in questo inizio 2023 non possiamo che ricordare quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale del 2022, uno dei più disastrosi per il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene.

Ci limitiamo in questo contesto ad una delibera che la Giunta ha voluto portare in discussione dal titolo: “Modifica non costituente variante al PRGC … correzione di errore materiale …” relativa ad un presunto abuso edilizio nella zona del Lago Sirio. Questa proposta, che è stata analizzata a fondo e contestata in almeno due commissioni Assetto del Territorio, è stata comunque portata dall’Assessore all’urbanistica, nonostante le criticità evidenziate dalla minoranza e di parte della maggioranza, in Consiglio Comunale dove la maggioranza si è spaccata chiedendo di rinviare la decisione “per approfondimenti”. Cosa ci sia da approfondire dopo due apposite commissioni convocate proprio per analizzare il tema non è dato sapere, ma staremo a vedere. La motivazione che ha determinato il nostro no convinto è molto semplice e cioè che non si può apportare una modifica ad personamper errore materiale” al Piano Regolatore se questo errore non esiste perché è più che chiaro che la riga che divide un’area edificabile da una che non lo è, che qualcuno vorrebbe spostare facendo cadere la responsabilità della scelta sui consiglieri comunali, è stata tracciata in quel modo dagli urbanisti del PRG 2006 con cognizione di causa e non certo per uno sbaglio tecnico. Tant’è che dal 2006, data di adozione del PRG vigente, ad oggi questo presunto errore non è mai stato segnalato e 16 anni sono un bel lasso di tempo per potersene accorgere. Ciò che deve essere chiaro in questa vicenda è che noi e le altre forze di minoranza non entriamo nel merito tecnico della questione, che non è certo di nostra competenza, ma contestiamo la modalità con la quale si è cercato di risolvere una questione meramente tecnico-urbanistica che non avrebbe dovuto nemmeno arrivare in Consiglio. Questo modo di procedere costituirebbe peraltro un precedente difficilmente gestibile in futuro mostrando il fianco ai possibili contenziosi che potrebbero generarsi da parte di chi, a parità di casistica, verrà trattato in maniera diversa.

Dopo il solito inopportuno batti e ribatti in Consiglio Comunale tra la minoranza e l’assessore, nel totale silenzio dei consiglieri che appoggiano Sindaco e Giunta, abbiamo dovuto assistere all’ennesima sospensione dei lavori in aula per una riunione di maggioranza dopo la quale, dopo mezz’ora, è stata annunciata la decisione del rinvio. Evidentemente le nostre argomentazioni a tutela dell’interesse pubblico hanno convinto qualche collega di maggioranza e quindi, piuttosto che andare sotto in una votazione, hanno preferito spostare il punto ad altra data da destinarsi, ma non è certo questo il modo in cui i cittadini vorrebbero che venisse amministrata la nostra città.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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