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Domenica, 18 Luglio 2021 16:47

Se la politica si trasforma in farsa

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Ultimamente l’Amministrazione eporediese sta sfornando una serie di comunicati stampa che sfiorano il ridicolo. Accortisi del poco che è stato fatto fino ad ora, ad oltre tre anni dall’inizio del mandato, si cerca di dipingere un quadro inesistente mistificando pure la chiara evidenza dei fatti.

Per gli addetti ai lavori l’operazione è evidente ed è anche chiaro chi sia l’autore di queste fantasiose narrazioni che poco o nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti. E’ però assodato che a spararle troppo grosse si rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano, molto meglio sarebbe per la città e per i cittadini una comunicazione più sobria, ma corretta e rispondente alla realtà. Una buona amministrazione, secondo il nostro modo di vedere, è giusto che metta in evidenza quanto realizzato e quanto sta facendo, ma dovrebbe anche saper riconoscere i propri errori; in fondo chiunque può sbagliare e se si sa fare un passo indietro le difficoltà si possono anche trasformare in opportunità.

Uno degli ultimi esempi in ordine cronologico è quello riguardante la revoca dell’incarico per la redazione della variante del vigente Piano Regolatore ormai inadeguato alle sfide del futuro più prossimo. Variante della quale la città ha estremamente bisogno e che come gruppo consiliare chiediamo con forza fin dal 2013 dall’inizio del precedente mandato. A leggere il fantasioso comunicato stampa sembra che negli ultimi quattro anni si sia scherzato, si sia giocato al “piccolo urbanista”, mancando in tal modo di rispetto a tutti quei cittadini, comprese le forze politiche come la nostra che si sono molto impegnate su questo fronte, che si sono spesi per apportare il loro contributo al progetto.

E’ tutto un “volemose bene” che di certo non rispecchia i reali rapporti tra l’amministrazione, l’ufficio tecnico e gli urbanisti incaricati tanto che più volte sono volati gli stracci. E’ probabile anche che ci siano state delle dispute legali e se così fosse sarebbe utile che venissero esplicitati gli ulteriori costi di questa fallimentare operazione.

Nella precedente legislatura tutte le forze di minoranza, compreso il centro destra che oggi governa, hanno ripetutamene chiesto che si mettesse in cantiere una variante al piano regolatore nonostante la ritrosia dell’allora Sindaco Della Pepa. A forza di battere il chiodo, sul finire della legislatura venne pubblicato un bando che permise l’affidamento dell’agognato incarico ad un gruppo di professionisti che ruotavano intorno all’architetto Boeri di Milano, personaggio molto conosciuto per le sue opere innovative sparse per il mondo.

Va detto che il  precedente assessorato colse appieno la nostra richiesta di attivare un processo partecipativo che coinvolgesse non solo gli addetti al settore, ma anche i cittadini. Ricordo con piacere le svariate riunioni pubbliche e i gruppi di lavoro che si erano creati e dai quali emersero una moltitudine di dati, proposte, criticità, idee che avrebbero dovuto diventare la base della variante. Purtroppo l’incarico venne affidato troppo a ridosso della tornata elettorale del 2018 così che arrivarono le elezioni amministrative e il processo si interruppe. Questo è certamente un esempio da non seguire perché un’amministrazione dovrebbe avere davanti a sé almeno tre, quattro anni di tempo per poter dare vita ad un progetto urbanistico serio, ponderato, partecipato e scevro dalle inevitabili spinte esogene di alcuni portatori di interessi privati. Iniziative di questo genere di tutto hanno bisogno tranne che di scelte frettolose prese magari in chiave pre-elettorale piuttosto che per risolvere problemi atavici che possono pesantemente condizionare lo sviluppo della città.

Questo perché un Piano Regolatore traccia le linee di sviluppo della città nei prossimi 10/15 anni per cui mancare l’obiettivo vuol dire perdere un’occasione unica di interrompere quella fase di declino che stiamo vivendo da troppi anni.

Troppo grave è l’interruzione di questo lungo e costoso processo per derubricarla a una semplice risoluzione consensuale di contratto. Intanto si tratterebbe di capire quanti soldi pubblici sono stati spesi, pare che superino i 100.000 euro, e poi sarebbe il caso che l’Assessore e il Sindaco riferissero in Consiglio Comunale sul perché di questa decisione senza aver, come sempre, minimamente coinvolto le commissioni consiliari e i consiglieri.

La Commissione Assetto del Territorio, che presiedo, ha ripetutamente chiesto di poter mettere all’ordine del giorno degli incontri per analizzare lo stato d’avanzamento dei lavori e valutare le eventuali criticità e ci è sempre stato risposto che non c’erano elementi nuovi su cui discutere. Poi ci è stato detto che sarebbe stato meglio aspettare l’esito della Conferenza di Copianificazione conclusasi con un esito disastroso a novembre scorso. Esito ampiamente annunciato da noi stessi fin dal Consiglio Comunale nel quale è stata approvata, con i soli voti della maggioranza, la Proposta Tecnica di Progetto Preliminare. Se andiamo a rispolverare le criticità, a partire dalla mancanza di una cartografia aggiornata, da noi espresse allora, possiamo vedere come tali problematiche ricorrano spesso nelle quasi cento pagine di osservazioni della Regione che hanno di fatto stroncato la Variante anche se dalla parti duella maggioranza si continuava a minimizzare.

Viene da chiedersi come sia possibile che una decisione così importante ed onerosa non sia mai stata portata all’attenzione dei consiglieri che, come troppo spesso accade, l’hanno dovuta apprendere sui giornali. E dopo i titoli di giornale è successo qualcosa? Macché, come se nulla fosse accaduto, nonostante la piena ed ampia disponibilità dei consiglieri di minoranza per portare nelle sedi istituzionali competenti i problemi della città.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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