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Lunedì, 18 Novembre 2019 23:01

Lettera ai consiglieri di maggioranza

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Cari colleghi,

ricorderete certamente il periodo della campagna elettorale quando la vostra compagine si proponeva come alternativa all’Amministrazione uscente, a trazione PD.

In questa manifesta volontà di cambiamento diversi erano i punti che accomunavano le vostre proposte a quelle contenute nel progetto elettorale da noi presentato agli elettori ed elaborato dopo 5 anni di battaglie in Consiglio Comunale, nelle Commissioni consiliari e presso l’opinione pubblica. Un impegno costante e non pregiudiziale, ma basato sui contenuti e non su pregiudizi o scelte ideologiche decise a priori. Praticamente fin dal dopoguerra il governo della città è sempre stato in mano alla stessa parte politica anche se nel tempo il nome dei partiti di riferimento è cambiato più volte. Questo appiattimento e la mancanza di un fisiologico ricambio nel corso del tempo, salutare quanto necessario in politica, ha determinato nel corpo elettorale la necessità di rompere quel consolidato schema e la rete di relazioni, a volte discutibili, con il privato “amico”. E’ stato quindi facile cavalcare la voglia di novità e di cambiamento, seppur senza un’idea complessiva del quadro nel quale ci si sarebbe dovuti muovere, con una buona dose di inesperienza e scarsa conoscenza della macchina amministrativa. L’ascesa, a livello nazionale, della Lega di Salvini ha fatto il resto e ha certamente influito sulla scelta degli elettori la promessa del Sindaco di garantire il giusto equilibrio tra i partiti di centro destra, facenti parte della sua coalizione, e la parte civica della stessa. Sono bastati pochi mesi per rompere l’equilibrio promesso ed ora la Lega con i suoi 6 consiglieri e due assessori detiene una sorta di diritto di veto sulle scelte dell’Amministrazione. Ci si aspetterebbe a questo punto una visione politica chiara e lungimirante da parte dell’esecutivo e della maggioranza ed invece si tira a campare correndo dietro l’ultima emergenza e tramite proclami spesso smentiti pochi giorni dopo. Un altro aspetto inquietante è la frammentazione dell’azione di governo, con ogni assessore che viaggia per conto suo, e l’inesistente confronto, fondamentale in democrazia, tra il Consiglio Comunale e la Giunta. Preoccupante su questa linea l’ultima assemblea consiliare durante la quale i consiglieri di maggioranza non hanno proferito parola e con il Sindaco che è intervenuto leggendo veline scritte da un facilmente identificabile ghost writer. Posizioni di voto tutte preconfezionate e pregiudizialmente immodificabili nonostante il dibattito in aula. Clamorosa è la bocciatura di una nostra mozione che impegnava Sindaco ed esecutivo ad accelerare sull’attuazione del Piano di Gestione Unesco coinvolgendo l’intero Consiglio Comunale, ma anche i portatori di interessi diffusi e la cittadinanza attiva che non è null’altro di ciò che veniva richiesto dalle linee guida Unesco per la candidatura. Risposta del Sindaco, con maggioranza muta: no grazie, facciamo da soli e abbiamo già fatto molto. Sono già passati 500 giorni dall’inserimento di Ivrea nella lista di siti patrimonio dell’Umanità e nessuno si è accorto di nulla, contenti loro …

Colleghi consiglieri di maggioranza, questo è ciò che voi proponevate come cambiamento? Dopo dieci anni di immobilismo e nessuno slancio per fermare un declino della città che pare inarrestabile proponete la stessa minestrina leggermente riscaldata? Oppure vi riferivate al metodo: trasparenza, condivisione, dibattito aperto e franco tra forze politiche, rispetto delle minoranze e delle regole, coinvolgimento dei cittadini erano le parole che ripetevate sulla scia delle nostre battaglie e poi?

Oggi, come ieri, arrivano convocazioni della Conferenza dei Capigruppo senza il necessario Ordine del Giorno e senza l’opportuna documentazione. L’ultima variazione di bilancio è caduta sul tavolo a seduta iniziata, senza ovviamente la possibilità di approfondire cifre, numeri, voci di entrata e di uscita sul momento. Alla nostra richiesta di specificare meglio alcune voci è arrivata, qualche giorno prima del Consiglio, una versione modificata con voci e numeri diversi e non facilmente comparabili. Questa è la trasparenza? Abbiamo chiesto direttamente in aula se non necessitasse un nuovo passaggio, anche nella stessa seduta, in Conferenza dei Capigruppo e non abbiamo avuto risposta. Questo è il rispetto delle regole?

Abbiamo interpellato l’esecutivo sul buco di bilancio della Fondazione del Carnevale chiedendo di poter visionare la documentazione che avrebbe dovuto venire depositata in Comune, ai sensi di Statuto, mesi prima, ma nulla è successo e intanto il tesoretto accumulato negli anni dal precedente Consiglio di Amministrazione della Fondazione è stato azzerato. E’ questo il cambiamento?

Oppure, colleghi consiglieri, il cambiamento è quello che è stato messo in atto con la raffazzonata vicenda dell’ipermercato di fronte alla Stazione? Per il quale si sarebbe dovuto fare un Consiglio Comunale tra Natale e capodanno per poi scoprire, grazie al nostro tempestivo intervento, e quale esito di una doppia Conferenza dei Servizi, che la procedura era sbagliata? Dopo aver passato mesi senza dare risposte e dopo aver scomodato: Regione, Città Metropolitana, Ministero, Sovrintendenza, Unesco, Arpa. E se si fosse proceduto in tutta fretta come era stato richiesto? Forse qualcuno non ha chiare le responsabilità in capo ad un amministratore pubblico. Purtroppo pare che gli errori commessi non siano serviti da lezione se tutto d’un tratto ci siamo trovati sul tavolo la richiesta di approvare una proposta tecnica di variante preliminare al PRG (incarico che risale a oltre un anno prima delle elezioni). Come sempre tutto in fretta e furia e senza uno straccio di documentazione: in un primo tempo inderogabilmente entro il 15 ottobre, poi entro il 30 ottobre, poi, per grazia ricevuta, entro fine novembre ed ora, notizia dell’ultima ora, forse entro gennaio. E’ questo il processo partecipativo che proponete per rispondere alla nostra richiesta, già fatta alla precedente Amministrazione, di coinvolgere professionisti, terzo settore, imprenditori, associazioni di categoria, cittadini per discutere del progetto urbanistico che definirà le sorti della città nei prossimi 20 anni?

A tutto questo va aggiunto un nuovo atteggiamento ostile nei confronti delle minoranze le quali, stando a qualcuno, non dovrebbero entrare troppo nel merito per “non far perdere tempo”. La nostra impressione è che si sia imboccata una china pericolosa nella quale i ruoli e le regole vengono ribaltati. Noi crediamo sia necessario ripristinare immediatamente il “normale” funzionamento delle istituzioni cittadine rimettendo il Consiglio Comunale al centro del dibattito politico in modo che possa svolgere il compito di “organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo” che la legge gli assegna.

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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