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Martedì, 01 Ottobre 2013 00:36

I primi 100 giorni

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Abbiamo ormai superato i fatidici cento giorni dalle elezioni comunali del 26 e 27 maggio, ma delle tante promesse fatte in campagna elettorale non abbiamo ancora visto traccia e non ci pare ci sia nulla all’orizzonte.
Eppure la maggioranza uscita dalle urne è assolutamente autosufficiente con in più lo strapotere del PD sull’intera coalizione. Quattro assessori su cinque sono gli stessi della precedente legislatura, anch’essi in quota PD, salvo una. Tutte condizioni che, come molti cittadini hanno creduto, avrebbero potuto garantire una legislatura finalizzata a raccogliere quanto seminato nei cinque anni precedenti. Un quinquennio nel quale si sarebbero potute porre le condizioni per risvegliare dal torpore una città addormentata, chiusa su sé stessa e con sempre meno peso nelle dinamiche politiche locali come in quelle extra-territoriali. Questo se qualcuno si fosse preoccupato di seminare. Un bravo contadino infatti sa che se non semina e non cura con attenzione i propri campi il raccolto sarà scarso. Non avendo la scienza infusa, poi, il nostro contadino, quando non capisce qualcosa e non sa come comportarsi su un determinato argomento, si appoggia al resto della comunità nella quale vive ascoltando esperienze, saperi, consigli.

Sarà uno schema semplicistico, ma secondo noi di Viviamo Ivrea la buona politica dovrebbe agire così anche perché l’amministrazione, in fondo, è una piccola comunità, fatta di persone che la pensano magari in modo diverso, ma il cui obiettivo comune dovrebbe essere quello della ricerca del benessere dei propri cittadini. Fino a qui abbiamo usato il condizionale ora passiamo al presente.
Ad Ivrea, oggi, non funziona così. Pare che l’amministrazione sia fatta dal solo Sindaco e (forse) dalla Giunta, supportati dal partito di riferimento, dopodiché i consiglieri, men che meno quelli di minoranza, non rivestono alcuna funzione di rilievo. Certamente hanno meno peso specifico dei componenti del consiglio d’amministrazione di alcuni “organismi” che ruotano intorno al palazzo civico.
Fin dal giorno successivo alle elezioni noi abbiamo dato la nostra disponibilità a lavorare per il bene comune, indipendentemente dalla posizione occupata in Consiglio Comunale. Tutti i nostri interventi nell’aula consiliare, seppur critici quando serviva, si sono caratterizzati per i loro contenuti propositivi. Ma evidentemente questo non interessa. Abbiamo però la testa dura e tanto entusiasmo, ispirato in buona parte da quei cittadini che ci hanno votato o altri che, conoscendoci solo ora, ci dicono di andare avanti, di tenere duro, di cercare di cambiare lo status quo.
Per il Consiglio Comunale di lunedì 30 settembre abbiamo presentato diverse iniziative tra mozioni e interpellanze alcune delle quali condivise con altri gruppi di minoranza.
Ne citiamo due su tutte: una per favorire interventi pubblici concreti contro il femminicidio ed un’altra per la creazione di due commissioni straordinarie: una sulla crisi/lavoro e l’altra per l’analisi dei prossimi bilanci. I testi si possono vedere sul nostro sito internet: www.viviamoivrea.it, dove è anche possibile iscriversi alla nostra newsletter con la quale cercheremo di tenere aggiornati tutti i cittadini sull’attività nostra e del Consiglio Comunale nella speranza di agevolare il dibattito sui temi di maggior interesse dell’opinione pubblica.
Trattandosi di mozioni che non hanno nulla di ideologico e assolutamente trasversali auspichiamo una forte condivisione da parte di tutti i consiglieri in modo da impegnare il sindaco e la giunta all’attivazione di quanto richiesto. Per l’ennesima volta manifestiamo la nostra volontà al dialogo, ma se chi detiene il potere è troppo impegnato a navigare a vista tra i marosi del proprio partito o tra le vecchie magagne derivate da scelte quanto meno discutibili non ci venga poi a dire che non l’avevamo detto …

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Francesco Comotto

Consigliere Comunale a Ivrea dal 2013.

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